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Il consiglio comunale respinge un ordine del giorno a favore della legge Zan

Il consiglio comunale di Genova ha respinto un ordine del giorno che impegnava il sindaco e la giunta a rappresentare al governo la condivisione dei contenuti del ddl Zan e a sollecitarne l'approvazione: 23 voti contrari e 14 favorevoli

Il consiglio comunale di Genova ha respinto un ordine del giorno che impegnava il sindaco e la giunta a rappresentare al governo la condivisione dei contenuti del ddl Zan e a sollecitarne l'approvazione. Il documento, proposto dal Movimento 5 Stelle e approvato dalle opposizioni, ha ricevuto 23 voti contrari dalla maggioranza di centrodestra (Lega Salvini Premier, Cambiamo, Vince Genova, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Stefano Costa del Gruppo Misto) e 14 voti
favorevoli (Pd, Movimento 5 Stelle, Lista Crivello, Italia Viva, Paolo Putti di Chiamami Genova e Ubaldo Santi del Gruppo Misto).

«Genova non si è schierata dalla parte giusta - ha commentato all'Ansa il consigliere pentastellato Stefano Giordano - la maggioranza ha respinto il nostro odg, dimostrando ancora una volta una visione miope. Perché la destra teme il ddl Zan? Ampliare il reato di propaganda e istigazione a delinquere a motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere o sulla disabilità deve essere considerata una conquista».

Anche il gruppo Pd del Comune ha attaccato la maggioranza attraverso un comunicato: «Da un giorno è passata la Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia, la transfobia e il Consiglio Comunale di Genova non ha perso l’occasione per lasciare il segno. Con 23 voti contrari e 14 favorevoli il Consiglio ha respinto un ordine del giorno che chiedeva di sostenere il Ddl Zan, in discussione nei prossimi giorni al Senato. La maggioranza di centrodestra, sindaco compreso, ha respinto compattamente di sostenere la proposta che prevede aggravanti specifiche per i crimini d'odio e discriminazioni fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità. A pochi giorni dal fastidio espresso per la commemorazione dei vent’anni del G8, il voto di oggi è un’altra brutta pagina per la città, che negando la propria storia continua a fare passi indietro nella tutela dei diritti».

Il testo della mozione respinta 

«Premesso che il 17 maggio 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità rimuoveva l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali e stabiliva che l’orientamento sessuale è parte dell’identità delle persone. Rilevato che in quest’ultimo anno di pandemia le minacce nei confronti di persone omosessuali sono cresciute dall’11 al 18% e le discriminazioni sul lavoro dal 3 al 15%, contribuendo ad aumentare il fenomeno dell’under reporting, cioè la rinuncia a denunciare. Appurato che il ddl Zan prevede di ampliare il reato di propaganda e istigazione a delinquere che non contemplerebbe più solo i “motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa”, ma anche quelli “fondati su sesso, genere, orientamento sessuale o identità di genere o disabilità”: s’impegnano il sindaco e la giunta a rappresentare al Governo la condivisione dei contenuti del ddl Zan da parte della Civica Amministrazione e di sollecitare l’iter per l’approvazione della stessa»


  

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