Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

Crisi governo, Mattarella convoca Draghi. Toti al presidente della Repubblica: «Noi ci siamo»

Il presidente della Regione e leader di Cambiamo! parla di "teatrino inconcludente" e sottolinea: «Quando la Repubblica chiama l'unica risposta possibile è: presente!»

Giovanni Toti a Roma con i rappresentanti del centrodestra

L'ora decisiva è fissata alle 12, quando l'ex presidente della Bce, Mario Draghi, salirà al Colle per incontrare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in quello che si preannunca un incontro finalizzato all'assegnazione di un incarico per un governo tecnico che possa traghettare l'Italia attraverso quella che lo stesso Capo dello Stato ha definito «fase cruciale per la gestione della pandemia di coronavirus».

Fallito ormai ogni tentativo di formare un Conte Ter, con il presidente della Camera Roberto Fico che martedì ha rimesso, impotente, l’incarico esplorativo, Mattarella ha lanciato un appello alle forze politiche italiane affinché «conferiscano la fiducia ad un governo di alto profilo che non debba identificarsi con alcuna formula politica». E si è dilungato sul perché le elezioni oggi non rappresentino l’opzione migliore per il Paese. Principalmente, ha spiegato il presidente della Repubblica, perché ridurrebbero drasticamente l’attività del governo in un momento cruciale per l’Italia, quello in cui «si può sconfiggere il virus, o esserne travolti».

Il discorso di Mattarella, e l’annuncio della convocazione di Draghi, hanno prevedibilmente suscitato reazioni tra le forze politiche del Paese. E una posizione l’ha presa anche il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che è anche leader di Cambiamo!, che ha annunciato, già martedì sera, di appoggiare la linea tenuta dal presidente della Reubblica.

«Bene ha fatto il presidente Mattarella a mettere fine a un teatrino tanto inconcludente quanto a tratti disgustoso - ha detto Toti - Ora, come ha chiesto il Capo dello Stato, è il momento della responsabilità. E quando la Repubblica chiama l’unica risposta possibile è: presente!». 

Il Movimento 5 Stelle intanto ha già comunicato che «non voteremo un esecutivo tecnico guidato da Draghi, per noi l'unico governo possibile è politico», Matteo Salvini con la Lega ha ricordato che «la sovranità appartiene al popolo», mentre la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, spinge ancora sulle elezioni. Più cauti da Forza Italia, complice la “antica stima” tra Silvio Berlusconi e l’ex presidente della Bce. Soddisfatto Matteo Renzi, motore della crisi di governo, mentre Nicola Zingaretti ha annunciato che il Pd “è pronto al confronto per il bene del Paese”.

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