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Bilancio regionale, bagarre su sanità e trasporti

Le obiezioni della Corte dei conti sul bilancio della Regione Liguria hanno scatenato la dura reazione del Pd con successiva risposta da parte del presidente Toti

Ieri a Genova si è tenuta l'udienza di parifica del bilancio regionale 2017 da parte della Corte dei conti alla presenza del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, del presidente del Consiglio regionale Alessandro Piana, e delle massime autorità civili e militari liguri. Il consigliere delegato Alessandro Benigni ha messo in guardia, per il quinto anno consecutivo, sulla situazione della società Arte Genova al fine di evitarne la liquidazione coatta. Ma l'udienza ha scatenato altre reazioni, con un botta e risposta fra Partito Democratico e Giunta regionale, in particolare su trasporti e sanità.

Il Gruppo Pd in Regione punta il dito su quest'ultimo argomento. «Come certifica la Corte dei Conti le fughe del 2015 - anno in cui hanno governato centrosinistra e centrodestra 6 mesi ciascuno - sono costate alle casse ligure 34,7 milioni di euro. Quel conto è finito nel bilancio 2017 che oggi la Corte parifica, perché il costo della mobilità passiva viene conteggiato due anni dopo il periodo preso in considerazione, visto che si tratta di dati frutto di un'indagine lunga e complessa che mette a confronto la situazione di tutte le Regioni. Nel 2016, primo anno pieno della Giunta Toti e di cui solo oggi (2018) abbiamo i dati le fughe sono raddoppiate, passando da 34,7 a 60 milioni di euro, come sostiene Agenas e come confermano anche l'assessore Viale e il commissario di Alisa Locatelli. Per quanto riguarda invece il disavanzo, nel 2014 - ultimo anno pieno del centrosinistra in Regione - si parla di 67 milioni di euro. Nel 2017 il disavanzo si è invece attestato a 70 milioni, 6 in più rispetto alle stime della stessa Giunta che, nel piano di rientro che aveva elaborato - senza peraltro esplicitare come raggiungere l'obiettivo del pareggio nel 2020 - sosteneva che proprio nel 2017 il “buco” sarebbe stato di 64 milioni. E tutto ciò nonostante in questi tre anni di governo ligure la Giunta Toti-Viale abbia aumentato le tasse (da dicembre 2015 ha ridotto l'esenzione Irpef passando da un incasso di 67 a 103 milioni l'anno), ricevuto un aumento del fondo sanitario nazionale (che negli anni passati veniva sistematicamente ridotto), tagliato i posti letto nelle strutture accreditate (anche questo lo conferma la Corte dei Conti) e diminuito il personale (tra 2015 e 2016 c'è stato un taglio di 15 milioni e 231mila euro, di cui quasi 10 milioni e mezzo su medici e personale sanitario dipendente).

Giovanni Lunardon, capogruppo Pd in Regione, punta il dito sulla questione dei trasporti. «Un'ulteriore tegola si abbatte sul contratto di servizio fra Regione Liguria e Trenitalia. E questa volta arriva dalla Corte dei Conti. Dopo il ricorso dell'Antitrust, le critiche più volte espresse dai pendolari, la scomparsa del biglietto integrato dal primo gennaio 2019 e un servizio che non aumenta in quantità e qualità al netto degli investimenti sul materiale rotabile, oggi la magistratura contabile avanza serie preoccupazioni sulla copertura finanziaria di tale contratto. In effetti i rilievi della Corte appaiono del tutto fondati, visto che la copertura economica dei prossimi 15 anni viene garantita da un finanziamento regionale costante e da un finanziamento nazionale crescente: un ipotetico aumento del fondo per i trasporti che nessuno oggi è in grado di assicurare né tantomeno di quantificare. Se i finanziamenti nazionali non dovessero aumentare Regione Liguria si vedrebbe costretta a mettere mano al portafoglio per garantire 18 milioni di euro in più per i prossimi 15 anni, a cui va aggiunto anche un 10 per cento di Iva: in tutto 1,3 milioni l'anno di maggiore esborso. Il rischio è che chi arriverà nel 2020 dopo la Giunta Toti dovrà fare i conti con un contratto di servizio ferroviario a costi crescenti, a cui si aggiunge un aumento tariffario di circa il 46% nei prossimi 15 anni che colpirà i pendolari. Un conto davvero salato per i contribuenti liguri. Del resto spalmare debiti nel prossimo futuro sta diventando lo sport preferito della Giunta Toti, come si vede anche in sanità.

Pronta la replica del presidente Toti: «ritengo che la parifica sia sostanzialmente positiva. Nessuno dei nostri interventi strutturali ha mancato la parifica della Corte, che ha riconosciuto il nostro sforzo sia sul trasporto pubblico che sulla sanità. Le perplessità sollevate derivano da criticità nate negli anni precedenti, a cui noi stiamo cercando di porre rimedio. Che poi le nostre cure non vengano giudicate sufficientemente energiche o troppo pietose, resta il fatto che i problemi veri strutturali li abbiamo ereditati dalla precedente amministrazione».

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