Coronavirus, rinviato il referendum sul taglio dei parlamentari

Rinviato a data da definirsi il referendum costituzionale previsto per il 29 marzo. La nuova data dovrà essere ufficializzata entro il 23 marzo: ipotesi di voto nella seconda metà di maggio

Rinviato a data da definirsi il referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari, previsto per il 29 marzo. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri a causa dell'emergenza coronavirus, decisione che era abbastanza scontata dopo la decisione di chiudere tutte le scuole d'Italia, di rinviare le manifestazioni pubbliche e di far disputare gli eventi sportivi (compreso il campionato di Serie A) a porte chiuse. 

Nuova data referendum taglio parlamentari

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà ha spiegato che "La data era stata fissata prima dell'emergenza, abbiamo optato per il rinvio in modo da consentire a tutti i soggetti politici una campagna elettorale efficaci e un'informazione adeguata ai cittadini. La legge ci consente di fissare la nuova data entro il 23 marzo 2020 in una domenica compresa tra 50esimo e 70esimo giorno successivo all'indizione". A portare avanti le istanze di rinvio tante forze politiche, a partire dai Radicali, richieste alla fine accolte dal governo. Tra le ipotesi di nuova data, quindi, il 17 o il 24 maggio, ma anche il 31 maggio accorpando così il referendum alle elezioni regionali e comunali, una scelta che però viene osteggiata da molti parti politiche che vorrebbero tenere separate le due questioni.

Referendum taglio parlamentari: cosa si vota?

Gli italiani saranno chiamati a votare per approvare o respingere il testo di legge sulle "Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari" secondo il seguente quesito: "Approvate il testo della legge costituzionale concernente "Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari", approvato dalle due Camere del Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - Serie generale - n. 240 del 12 ottobre 2019?" Nel dettaglio alla Camera i deputati scenderebbero da 630 a 400 e al Senato i rappresentanti da 315 a 200.  Tra le modifiche anche quelle relative ai senatori a vita, che non potranno essere in nessun caso più di 5 in carica conemporaneamente.

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Nessun Quorum

A differenza dei referendum abrogativi il referendum costituzionale non prevede il raggiungimento del quorum, ovvero la partecipazione della metà più uno degli elettori aventi diritto. La riforma costituzionale sottoposta a referendum, per essere approvata, richiede "solo" l'appprovazione della maggioranza dei voti validi, indipendentemente dal numero di persone che si recherà ai seggi, come previsto dall'articolo 138 della Costituzione 

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