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Coppie di fatto, Marco Doria accellera per legittimarle

Dopo Milano e Torino, anche Genova fa passi avanti per l'introduzione di un registro delle unioni civili. Il sindaco Marco Doria ha incontrato Oppedisano e Palazzi per proseguire con quanto promesso in campagna elettorale

Passi in avanti di Genova per l’introduzione di un registro per le coppie di fatto. Il sindaco Marco Doria ha ricevuto giovedì pomeriggio a Palazzo Tursi Corrado Oppedisano, segretario provinciale del Psi, e Marta Palazzi, segretaria dell’associazione “Radicali Genova”.

L’incontro è stato richiesto da Oppedisano e Palazzi per portare all’attenzione del Sindaco la necessità e l’urgenza di introdurre anche nel capoluogo ligure, come già avvenuto a Milano e a Torino, un registro delle Unioni Civili.

Oppedisano e Palazzi chiedono «l’introduzione del registro delle unioni civili, secondo gli impegni presi in campagna elettorale dal sindaco, e come già avvenuto a Torino e, nei giorni scorsi, a Milano» sottolineando che non si debba parlare «di una sfida a Bagnasco: è Bagnasco che sfida la civiltà e l’umanità, l’Europa, pretendendo di imporre i propri dogmi a tutti i cittadini, ma di un grande fatto politico».

L’amministrazione comunale, alla luce del decreto legislativo n. 267/2000 e della Sentenza n.138/2010 della Corte Costituzionale, ha infatti il potere di operare, nell'ambito delle proprie competenze, per promuovere pari opportunità per le unioni di fatto, favorendone l'integrazione sociale e prevenendo forme di disagio, con particolare riferimento alle persone anziane, nonché forme di discriminazione fondate sull'orientamento sessuale. Per raggiungere questo obiettivo occorre stabilire forme di identificazione delle unioni civili basate su vincolo affettivo, così come la stessa legge anagrafica e il relativo regolamento attuativo prevedono: basterebbe prevedere la possibilità di rilasciare una attestazione di costituzione di famiglia anagrafica basata su un “vincolo di natura affettiva” ai sensi dell'art 4 del DPR 223/1989 (Regolamento Anagrafico). 

Sulle unioni civili, che riguardano tanto le persone omosessuali che le persone eterosessuali, l’Italia sottolinea Oppedisano: «Continua ad essere un Paese più che mai a sovranità limitata perché vaticana. Tuttavia, non ci si deve arrendere, la lotta è solo all’inizio. Clericalismo e laicità non sono uguali e contrari: noi non vogliamo imporre al cattolico le scelte del laico, e non vogliamo che al laico siano imposte in forza di legge le scelte del cattolico. Ognuno deve poter scegliere liberamente, e ci siamo appellati al Sindaco perché difenda questa libertà nell’interesse di tutti i cittadini. Questo è un principio che dovrebbe essere il denominatore comune per tutto il Paese – concludono Oppedisano e Palazzi - non solo per il centrosinistra, che farebbe bene a svegliarsi, ma anche per il centrodestra».

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