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Progetti Coop, scontro Regione-Comune. Toti: «Nessuno costruisce in zone a rischio»

Il governatore della Liguria scende in campo per difendere le valutazioni che il Comitato Tecnico Regionale ha fatto sul Puc e sulle maxi operazione previste in aree considerate esondabili

«Nessuno costruisce su aree esondabili, neppure Coop»: questo in estrema sintesi il punto di vista del governatore della Liguria, Giovanni Toti, che su Facebook ha commentato le polemiche intorno al Puc, il Piano Urbanistico Comunale di Genova su cui proprio la Regione avrà l’ultima parola. 

Il riferimento è alla valutazione del Comitato Tecnico Regionale sui progetti inseriti nel Puc, che martedì approderà in giunta per l’approvazione, e targati Coop: quattro maxi operazioni che prevedono la vendita di spazi e la conseguente costruzione di centri commerciali nelle aree sino a oggi occupate da Esaote a Sestri Ponente e a Multedo, in quella delle ex officine Guglielmetti, in Valbisagno, e la costruzione di nuove residenze nell’area al momento occupata dalla rimessa Amt della Foce.

Per il Ctr, però, le aree in questione non sono edificabili perché a rischio inondazione: un parere contrario che ha suscitato non poche polemiche a Tursi, da cui è arrivata la rassicurazione sul fatto che prima di dare l’ok ai lavori gli spazi verrebbero messi adeguatamente in sicurezza: «Mettere in discussione solo le grandi strutture di vendita è una scelta politica», ha spiegato il vicesindaco Bernini, lasciando intendere che potrebbero esserci ricadute anche a livello economico e occupazionale. E la replica di Toti, fortemente criticato per la recente approvazione di un Piano Casa che prevede anche la possibilità di costruire nei parchi e accusato di incentivare una sorta di “cementificazione selvaggia”, non si è fatta attendere.

«Spero di sbagliarmi, ma sembra proprio che qualcuno sia impegnato a fare pressione affinché si autorizzino varianti urbanistiche in zone dichiarate esondabili, e dunque pericolose per le persone e per i loro beni. Coloro che esercitano oggi queste pressioni sono gli stessi che si stracciano le vesti nei confronti delle nuove regole che la Regione vuole dare alle politiche abitative», ha spiegato Toti in un lungo post condiviso su Facebook, dicendosi deciso a «chiarire una volta per tutte che in Liguria il tempo della doppia morale e delle leggi interpretate diversamente a seconda del beneficiario è finito. Ed è finito anche il tempo degli accordi privati tra amici». 

«La Regione ritiene il commercio, l'impresa, lo sviluppo e l'occupazione prioritari per la nostra terra e per questo sarà sempre pronta a concordare percorsi virtuosi che non penalizzino, anzi, incentivino gli investimenti e i posti di lavoro. Abbiamo grande rispetto per chi fa impresa nel nostro territorio, sia esso un privato cittadino, sia una società, sia una cooperativa. Ma la legge e le regole sono uguali per tutti - ha concluso Toti - per i cittadini, le società e anche le cooperative».

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