rotate-mobile
Politica

Consiglio Regionale, oggi è il giorno della mozione di sfiducia a Toti

Un unico punto all'ordine del giorno: la discussione si è fatta subito accesa, anche se la mozione è stata respinta come previsto. È stato inoltre letto in aula il messaggio di Toti

Oggi in consiglio regionale è il giorno della mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni - esclusa Azione - nei confronti del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, attualmente agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta sulla corruzione in Liguria. La discussione si è fatta subito accesa, con quell'unico punto all'ordine del giorno e il consiglio che si è chiuso nel pomeriggio con la mozione respinta

Ecco la lettera di Toti al consiglio regionale: "Opposizione odia ciò che testimonia la sua incapacità"

A firmare la mozione, nello specifico, Pd, lista Sansa, M5s e Linea Condivisa con i consiglieri Luca Garibaldi, Ferruccio Sansa, Fabio Tosi, Gianni Pastorino, Roberto Arboscello, Enrico Ioculano, Davide Natale, Armando Sanna, Selena Candia, Roberto Centi e Paolo Ugolini. Ma i loro numeri, rispetto a quelli della maggioranza che ha votato contro, non sono bastati e il documento alla fine della giornata non è stato approvato.

Garibaldi (Pd): "Gestione spregiudicata della cosa pubblica, è un fallimento politico"

A presentare la mozione, Luca Garibaldi, capogruppo Pd, per conto di tutta l'opposizione (tranne, come detto, Azione): "È un atto politico necessario - ha detto in aula, nonostante qualche contestazione - siamo di fronte a un centrodestra che ha perso la capacità di gestione dei processi. L'inchiesta che ha decapitato la Regione è l'esito che non sorprende di un fallimento politico e gestionale di cui il centrodestra è protagonista. Esiste un processo di degenerazione politica, istituzionale, di etica pubblica che ha condizionato la gestione di questi anni".

Spiega Garibaldi: "Avete ridotto gli spazi di discussione democratica, avete fastidio per il confronto pubblico" elencando le criticità della Liguria, a partire dalla situazione della sanità, passando per l'ambiente (con il parco di Portofino), la gestione dei rifiuti e la mancata costruzione di ospedali.

La questione va al di là dell'inchiesta giudiziaria bensì è politica, dice il consigliere: "Siete l'espressione di un potere senza politica, di una gestione spregiudicata e corporativa della cosa pubblica. Avete imposto scelte che avevano solo ragioni di carattere politico personale, come il rigassificatore, perché avete deciso di svendere la Regione a scapito di chi ci vive. Il vostro è un fallimento politico. C'è una Liguria di cui non vi interessa nulla, che è fortemente condizionata dalle vostre scelte. Azioni su periferie, per chi è solo, per il sociale, per il lavoro che crea sviluppo: non sapete cosa siano".

"Non voglio parlare dei contenuti dell'inchiesta, ma il silenzio sul tema delle infiltrazioni mafiose nella nostra Regione è scandaloso. Avremo 11 miliardi di euro da gestire, per andare veloci avevate detto che bisogna togliere i certificati antimafia, per questo penso che dobbiate andarvene rapidamente. Avete fallito e i prossimi mesi saranno un incubo perché non sarete in grado di decidere nulla sullo sviluppo, le opere le state realizzando in ritardo e male e con elementi che a volte fanno anche intervenire la magistratura" ha concluso tra qualche applauso.

La lettera di Toti: "Inchiesta sfruttata dall'opposizione per recuperare consenso"

Dopo Garibaldi ha parlato il capogruppo della lista Toti Alessandro Bozzano che ha letto la lettera consegnata da Toti, un duro attacco alle opposizioni più che un messaggio all'intero consiglio comunale (qui il testo integrale) in cui sostanzialmente il presidente rivendica quanto fatto in Regione, accusando la minoranza di sfruttare l'inchiesta giudiziaria: "Con una miopia politica con rari precedenti - scrive il presidente agli arresti domiciliari - oggi le opposizioni tentano una spallata che non solo non riuscirà nei numeri ma confermerà tutta la loro inadeguatezza a guidare la Regione. La classe dirigente della sinistra oggi intravede grazie a un'inchiesta della magistratura la possibilità di recuperare un po' del terreno perduto".

E ancora: "Siamo qui per rimediare alle vostre incapacità di confrontarvi su temi e progetti, e non su pregiudizi, La vostra Liguria era una regione in cui l'ambizione era una colpa, l'impresa privata non una risorsa ma un simbolo di egoismo. Oggi la Liguria è altro e lo rivendichiamo con orgoglio. Voi non odiate le opere in quanto progetti ma in quanto unità di misura della vostra incapacità. Voi volete distruggere il modello Liguria che è stato costruito con l'orgogliosa reazione al crollo del Morandi. Per questo oltre alla mozione continuerete a perdere anche le elezioni".

Per conto di Toti Bozzano ha ringraziato anche "tutti i leader locali e nazionali che hanno senza tentennamenti espresso la propria opinione e posizione. Uno su tutti Matteo Salvini". Una possibile frecciata alla premier Giorgia Meloni che inizialmente non è quasi mai intervenuta sulla questione, con alcuni commenti giudicati tardivi da molti.

A seguire si è aperto il dibattito, con gli interventi della maggioranza, ampiamente garantista, a difesa dell'operato della giunta e la minoranza che parla di fallimento politico al di là dell'inchiesta, della perdita di credibilità di Toti e della possibile futura paralisi dell'istituzione.

Piana: "L'attività della Regione prosegue senza sosta, no a sfiducia"

Il presidente ad interim della Regione Liguria, Alessandro Piana, è intervenuto parlando di linciaggio mediatico nei confronti di Toti e ha aggiunto: "La Regione ha dimostrato di saper proseguire la sua attività e quella degli enti coinvolti, senza alcuna sosta. Per molto tempo la nostra regione è stata identificata come meta turistica, lasciando in secondo piano le potenzialità sul lavoro. La realtà oggi è diversa: nell’ultimo triennio la Liguria ha fatto registrare una crescita record non solo nel turismo, ma anche in diversi settori chiave dello sviluppo economico del Paese in cui supera la media nazionale".

E ancora: "Negli anni scorsi abbiamo assistito al completamento della copertura del torrente Bisagno a Genova, lavori che potranno essere ancora più efficaci con l’ultimazione dello scolmatore; abbiamo presentato la nuova diga di Genova che permetterà al principale porto nazionale una ulteriore crescita. Non solo: tra le grandi opere in campo coi fondi del Pnrr ricordiamo il nuovo ospedale Galliera, l’ospedale di Taggia, l’ospedale degli Erzelli, l’ospedale Felettino e la riqualificazione del Dea di San Martino, dell’Istituto Gaslini e dell’ospedale Santa Corona. Altri interventi fondamentali riguardano le strutture scolastiche e universitarie, la ciclovia turistica Tirrenica nonché l’impegno della Regione a realizzare il tunnel della Fontanabuona e il ribaltamento a mare di Fincantieri". Insieme alle manovre per il sostegno alle imprese, il nuovo complemento di sviluppo rurale, la dote sport, la riqualificazione degli impianti sportivi, la scuola ("dal 2015 a oggi, sono stati realizzati interventi per oltre 200 milioni di euro su quasi 500 edifici scolastici").

"La maggioranza di centrodestra è compatta - conclude Piana - al servizio di tutti i liguri, e non solo di chi l’ha votata a stragrande maggioranza - nel rivendicare un modello di sviluppo che ha portato risultati tangibili e nel confermare la fiducia al presidente democraticamente eletto".

L'incontro tra Toti e Giampedrone: "Respingere la mozione di sfiducia"

Se da tempo la minoranza insiste per chiedere le dimissioni di Toti e parlano di mozione di sfiducia, la maggioranza si è detta compatta nel voler sostenere il presidente.

Giorni fa, l'assessore Giacomo Giampedrone, autorizzato dalla procura, ha incontrato Toti: durante il lungo confronto è emersa l'intenzione di andare avanti insieme alla maggioranza di centrodestra e di respingere la mozione di sfiducia. Che quindi è destinata a essere respinta. "Un grande incentivo ad andare avanti" aveva commentato il presidente ad interim Alessandro Piana.

La questione della mozione di sfiducia aveva sollevato già feroci polemiche la scorsa settimana, con l'opposizione che aveva lasciato l'aula e alcuni cittadini, insieme ad alcune forze politiche, che avevano manifestato davanti all'ingresso del consiglio regionale. 

Dalla minoranza si smarca Azione: "No alle dimissioni per inchieste"

Come scritto sopra, dal resto della minoranza si smarca Azione con il consigliere regionale Pippo Rossetti (peraltro oggi assente): il leader nazionale Carlo Calenda aveva specificato proprio in riferimento al caso ligure che "non si chiedono dimissioni per inchieste. Spetta alla maggioranza valutare se ci sono le condizioni per proseguire il lavoro, anteponendo a ogni altra considerazione il bene della regione".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Consiglio Regionale, oggi è il giorno della mozione di sfiducia a Toti

GenovaToday è in caricamento