Comunicato Radicali: quali sono le candidature provocatorie?

Alessandro Rosasco: "Altro che consultazione aperta. Il centrosinistra ha già scelto i competitori tra i quali pescare il vincitore”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Dichiarazione di Alessandro Rosasco (membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani) e Susanna Mazzucchelli (membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani e Segretaria dell’Associazione “Radicali Genova”): “Il regolamento non esiste ancora ma quello che emerge dalle riunioni dei vertici del centrosinistra genovese rende già l’idea del tipo di consultazione che si sta organizzando. In particolare è interessante quella norma che permetterà al Comitato promotore delle primarie di escludere eventuali candidature “palesemente provocatorie”.

E’ evidente che la definizione di cosa sia provocatorio o meno è un fatto estremamente soggettivo, per cui pare scontato che dietro a questo codicillo ci sia la volontà di ammettere alla competizione solo personalità organiche agli apparati dei partiti e alle loro logiche. Quali sono i requisiti per non essere considerati dei provocatori?

Non sicuramente quello di essere militanti del centrodestra visto che per questa eventualità hanno già previsto una norma ad hoc. Forse il centrosinistra genovese ha paura di qualcuno o dell’ignoto, ma allora perché ricorrere alle primarie che, dove vengono fatte seriamente, sono veramente aperte a tutti?Ci permettiamo una domanda: se a questa consultazione volesse partecipare un liberale, un democratico, un federalista europeo, insomma un Radicale sarebbe considerato un provocatore?”.

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