Commercio, la Regione apre alla grande distribuzione

Approvato il testo unico sul commercio, critiche dai piccoli commercianti e da Pd, M5S e Rete a Sinistra

La nuova legge regionale sul commercio è stata approvata fra consensi e critiche, dopo una discussione articolata, sia in Commissione sia tra categorie, amministratori e imprenditori. Da una parte la maggioranza in Consiglio parla di svolta nel settore delle liberalizzazioni e della concorrenza, dall'altra l'opposizione che si fa portavoce dei piccoli commercianti, temendo un aumento spropositato di ipermercati e grandi centri commerciali. La votazione del nuovo testo unico nella sala verde di via Fieschi ha visto 16 pareri positivi (Centrodestra) contro nove astensioni (Partito democratico e Rete a Sinistra) e quattro contrari (Movimento cinque stelle). 

«Con la nuova legge approvata dal Consiglio regionale si rimedia a decenni di scarsa concorrenza pagata con i soldi dei cittadini. Con la nuova legge il mercato ligure si apre davvero a pari opportunità per tutti: grande distribuzione e piccolo commercio, in equilibrio, contribuiranno al progresso economico della Liguria. Dopo la riforma storica della sanità che riduce gli sprechi, la riforma del commercio alimenta competitività ed equità. In una settimana due cambiamenti epocali. Il vento è cambiato». ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti

«Con la nuova legge sul commercio - ha aggiunto l’assessore regionale allo Sviluppo economico Edoardo Rixi - diamo finalmente regole chiare, certe e trasparenti in tutta la regione a garanzia dei cittadini, a tutela del territorio, degli investimenti privati, del piccolo commercio e con criteri di accesso sul mercato equi per tutti gli operatori della grande distribuzione. Il nuovo testo, che era stato volutamente presentato come testo aperto, ha recepito proposte dei territori e delle parti coinvolte. Con l'applicazione di parametri di carattere urbanistico-ambientale per l'individuazione delle aree per l'insediamento di nuove grandi strutture di vendita, la Regione Liguria darà un parere preventivo all'inizio dell'iter autorizzativo per l'insediamento di nuovi strutture di vendita, che sarà comunque possibile solo su suolo già edificato, facendo riferimento a criteri di carattere ambientale, tenendo conto di criteri su inquinamento, rischio idrogeologico, viabilità e aree di pregio urbanistico. La fascia di garanzia fino a mille metri lineari dai centri storici, a discrezione dei Comuni, all'interno della quale sono consentite solo superfici di vendita fino a mille metri quadri, garantirà la tutela delle aree di pregio urbanistico e delle piccole attività commerciali. Abbiamo anche istituito un contributo obbligatorio che le grandi strutture di vendita dovranno versare a sostegno dei Civ, Centri integrati di via, e quindi per la promozione dei negozi di vicinato in una quota variabile tra i 40 e i 50 euro a metro quadro a seconda che si tratti di ampliamenti o di edificazione di nuove aperture». 

L'opposizione invece attacca: «Questa legge è il simbolo ed emblema della grande distribuzione organizzata - contestano gli esponenti del M5S - si condannerà definitivamente a morte il piccolo commercio in Liguria, degradando i quartieri, depauperando la qualità della vita e dei prodotti, annientando salute e diritti dei lavoratori. La qualità della vita delle persone è più importante della libera concorrenza. Il territorio e l'ambiente vengono prima di tutto». 

«Un passo indietro rispetto al passato che non limita la grande distribuzione - commentano dal Pd - La scelta centralizza ogni decisione in mano alla Regione, che controlla ex ante attraverso una Commissione l'ammissibilità di ogni progetto».

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