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Testo unico in materia di commercio: Pellerano contrario alle modifiche

Pellerano (Lista Biasotti) unico contrario alla votazione delle modifiche al Testo unico in materia di commercio: «Il costo della spesa per i genovesi è troppo alto, occorre aiutare le famiglie ad arrivare a fine mese»

Genova - «L’obiettivo primario in questo momento è aiutare le famiglie genovesi ad arrivare a fine mese: occorrono provvedimenti concreti per abbattere il costo della spesa che al momento in Liguria e, in particolare a Genova, è davvero troppo alto. Da qui il mio unico voto contrario alla votazione di questo pomeriggio». È il commento di Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, che oggi è stato l’unico consigliere a votare contro le modifiche al Testo unico in materia di commercio.

 

«Secondo quanto rilevato dall’Istat, e anche confermato dal bollettino statistico emanato dal Comune del capoluogo, a Genova i prezzi sono aumentati del 3,4% in un anno: una variazione tendenziale addirittura quasi doppia rispetto a quella di Milano, che rileva un +1,8%. Una differenza pagata cara dai genovesi. Viste le difficoltà a creare lavoro in un momento di crisi economica, l’unico passo da compiere per aiutare le famiglie è abbattere il costo della spesa, aumentando la concorrenza tra grandi centri commerciali, dove i genovesi si recano proprio per risparmiare. Genova, anche per la sua orografia, rende più difficili e costosi gli spostamenti dei cittadini, che quindi non possono permettersi di recarsi troppo lontano dalla città, per esempio a Serravalle, per risparmiare sugli acquisti, se poi il risparmio stesso è reso vano dalle spese di benzina e autostrada necessarie al viaggio. Considerando che, secondo l’Istat, una famiglia italiana spende annualmente 5.724 euro per la spesa (e Genova è anche sopra alla media nazionale), un solo risparmio del 5% consentirebbe di avere nel portafoglio circa 300 euro in più a fine anno. E credo che i soldi risparmiati dai genovesi potrebbero anche essere spesi proprio nel commercio al dettaglio: riuscendo a risparmiare nel carrello della spesa, avrebbero la possibilità di permettersi qualche acquisto in più nei piccoli negozi e botteghe commerciali. Una maggiore concorrenza potrebbe quindi essere d’aiuto anche alla filiera della piccola distribuzione. Vedendo la realtà di altre grandi città italiane, si nota come a Genova la presenza delle grandi catene commerciali sia molto meno sviluppata».

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