Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica Cogoleto

"Gino Strada? Bruci all'inferno", consigliere comunale di Cogoleto nella bufera

Commento choc (poi rimosso) pubblicato da Francesco Biamonti, consigliere comunale di Cogoleto che era stato sospeso dalla Lega a fine gennaio 2021 dopo il presunto saluto romano durante una seduta del consiglio 

Torna al centro della bufera Francesco Biamonti, consigliere comunale di Cogoleto che era stato sospeso dalla Lega a fine gennaio 2021 dopo il presunto saluto romano durante una seduta del consiglio comunale. 

Questa volta Biamonti ha pubblicato un commento (poi rapidamente rimosso) su Facebook sotto un post pubblicato dal senatore leghista Roberto Calderoli in memoria di Gino Strada, il fondatore di Emergency scomparso venerdì 13 agosto, definito dal consigliere comunale di Cogoleto "un insopportabile compagno che voleva africanizzare l'Italia, che bruci all'inferno"

Frase choc (con annesso errore ortografico, dato che Biamonti aveva scritto "un'insopportabile") che ha raccolto i commenti indignati anche da parte di tanti sostenitori leghisti che come Calderoli hanno voluto ricordare un grande uomo, definito dal senatore della Lega "un grande combattente" pur nella differenza di opinione e visione politica.

L'Anpi di Genova è intervenuta attraverso una nota ufficiale: "Non è un colpo di sole ad aver suggerito a Francesco Biamonti di scrivere parole offensive e di scherno contro Gino Strada. È lo stesso concetto di fascismo morale che il consigliere - che benché sospeso dal suo partito continua a svolgere il mandato amministrativo - aveva già espresso il 27 gennaio scorso facendo il saluto romano nel consiglio comunale apertosi con la commemorazione del Giorno della Memoria. Anpi Genova chiede ora un segnale forte: o il consigliere, vista la sua incapacità a partecipare alla vita democratica, sceglie l’auspicata via delle dimissioni, o siano le istituzioni, al massimo livello, a dichiararne l’incompatibilità. In un’estate già piena di segnali allarmanti, come la richiesta di tornare a intitolare a Arnaldo Mussolini il parco Falcone e Borsellino a Latina, o addirittura di riportare al nome di Hitler il Piazzale dei Partigiani a Roma - propositi esposti da altri esponenti leghisti, inaccettabili nei loro ruoli attuali e futuri - l’insulto a Gino Strada, uno degli italiani migliori, non solo è ributtante, ma ci mostra l’urgenza di interventi concreti per rimuovere dagli incarichi pubblici  chi gioca con il fuoco delle parole contro i diritti civili e democratici".

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