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Città metropolitana: i Comuni del Tigullio chiedono rassicurazioni alla Regione

Il Comitato delle autonomie locali della Liguria (Cal) ha votato ieri, lunedì 1 ottobre 2012, secondo quanto prescritto dalla legge 135 (spending review), il documento sul riordino delle Province liguri. La delibera pa

Genova - Il Comitato delle autonomie locali della Liguria (Cal) ha votato ieri, lunedì 1 ottobre 2012, secondo quanto prescritto dalla legge 135 (spending review), il documento sul riordino delle Province liguri. Il contenuto prevede l'accorpamento delle Province di Savona e Imperia, Città metropolitana di Genova coincidente con l’attuale Provincia di Genova e Provincia di La Spezia dai confini immutati

La parte ‘dispositiva’ del documento è tuttavia preceduta da una lunga e articolata premessa che dà conto in modo dettagliato di tutte le critiche del territorio a questa scelta, che però alla fine viene comunque fatta, per mancanza di alternative, dal momento che la stessa legge 135 dà dei parametri di riordino estremamente rigidi. La delibera passerà ora alla Regione Liguria, che entro il 23 ottobre dovrà inoltrarla al governo, con eventuali modifiche che però non contraddicano il testo approvato oggi dal Cal.

L’esito del voto, con 17 voti favorevoli, 5 contrari (i rappresentanti dell’imperiese) e 8 astensioni (i rappresentanti del savonese) dimostra che l’accorpamento di Savona e Imperia non è piaciuto ai rappresentanti di quei territori, che infatti nel dibattito precedente il voto hanno espresso tutte le loro perplessità, sostenendo che la lunga premessa contenente le critiche è del tutto ininfluente sulle decisioni della Regione e del governo.

Il presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza ha sottolineato che il testo approvato «dà alla Regione il pretesto per dire che questa scelta l’ha fatta il territorio, mentre la realtà è che il territorio è contrario», mentre il collega di Imperia Luigi Sappa non ha cambiato la sua opinione, già espressa nelle scorse settimane, che non votare alcun documento sarebbe una soluzione migliore che votare un documento con il via libera all’accorpamento, pur con premesse critiche: «Questo testo non risolve il problema degli enti locali», ha dichiarato durante il dibattito.

Favorevoli invece i voti dei rappresentanti del Tigullio, nonostante i consigli comunali di sei comuni (Zoagli, Chiavari, Carasco, Cogorno, Casarza Ligure e Moneglia) abbiano approvato nei giorni scorso degli ordini del giorno contro l’inclusione nella Città metropolitana di Genova e a favore della creazione di una nuova Provincia del Levante che accorpi l’intero territorio del Tigullio con quello della Provincia di La Spezia, con il contraltare di altri tre comuni (Lavagna, Cicagna e Orero), che hanno invece votato ordini del giorno a favore della permanenza nella Città metropolitana.

A far propendere per il sì i rappresentanti del Levante genovese nel Cal è stato un emendamento aggiunto all’ultimo momento nel testo della delibera, nel quale si chiede alla Regione Liguria che, nei 20 giorni in cui si occuperà del processo di riordino, interpelli i comuni tigullini e definisca «insieme a loro» un progetto comune capace di tenere conto delle istanze e delle volontà di quei territori. Insomma, i comuni del Levante che guardano con interesse a una nuova Provincia unica con La Spezia ritengono che la partita possa ancora giocarsi in Regione.

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