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Cassoni diga, l'opposizione a ponente: "Tra inchieste e ritardi c'è ancora il pericolo che siano spostati a Pra'"

"Lo sviluppo delle indagini - è la denuncia della minoranza - potrebbe essere causa di pericolosi rallentamenti delle procedure, e non vorremmo che con la motivazione di contingentare i tempi qualcuno decidesse di usufruire del sesto modulo del porto di Pra'"

Chiedere la revoca del permesso a costruire i cassoni della diga di Genova nel sesto modulo del porto di Pra': è la richiesta che è arrivata nuovamente dall'opposizione in consiglio municipale del Ponente, dopo l'inchiesta sulla corruzione che sta causando un vero e proprio terremoto politico e giudiziario in Liguria. E poco prima della posa del primo cassone, cerimonia che venerdì 24 maggio vedrà anche l'intervento del vicepremier Matteo Salvini.

Con due espressioni di sentimento portate in consiglio, i capigruppo del Pd Claudio Chiarotti e della lista Rossoverde Alessio Boni hanno parlato delle ricadute che la maxi inchiesta potrebbe avere a ponente, soprattutto in porto a Pra'.

"Finché siamo in tempo - ha detto Chiarotti rivolgendosi al presidente del Municipio Guido Barbazza - chiedete ad Autorità sistema portuale di revocare il permesso a costruire i cassoni al sesto modulo del porto di Pra' come reiteratamente abbiamo proposto come opposizione". Il permesso non è formalmente stato revocato, dunque la possibilità che venga utilizzato anche lo scalo di ponente - anche se nel frattempo è entrato in campo il porto di Vado - esiste sempre.

"Lo sviluppo delle indagini - continua Chiarotti - potrebbe essere causa di pericolosi rallentamenti delle procedure, e non vorremmo che con la motivazione di contingentare i tempi qualcuno decidesse di usufruire di quel sito". Mentre i primi a protestare (e a manifestare) contro l'ipotesi erano stati i comitati dei cittadini del ponente, il sindaco Marco Bucci aveva ribadito in un'occasione che per lui sarebbe stato giusto costruire tutti i cassoni a Pra'. 

"Sono sicuro - dice Boni - che ognuno di voi avrà ripensato a quel consiglio municipale monotematico con il presidente della Regione Toti, l'allora presidente di Autorità portuale Signorini, il viceministro Rixi (che parlò di costruire i cassoni fuori Pra', ndr) e il sindaco Bucci. Ci dovevano spiegare perché accettare i cassoni all'interno del porto di Pra' doveva essere giusto per il territorio. E invece ci ritroviamo a leggere intercettazioni che sembrano delineare altri scenari, cioè che scelte politiche sul futuro della nostra portualità siano state prese per favorire pochi anziché tutti". 

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