Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica

Case popolari, cambiano i criteri per l'assegnazione. Toti: «Prima gli italiani»

Approvata in consiglio Regionale la modifica alla legge sull'edilizia popolare: i cittadini stranieri dovranno risultare residenti in Italia da almeno 10 anni, tutti gli altri nel Comune da almeno 5

Cambiano i criteri per l’assegnazione delle case popolari in Liguria: con 16 voti a favore (il centrodestra compatto) e 13 contro (da Pd, Movimento 5 Stelle, Rete a Sinistra-Libera-Mente Liguria), il consiglio Regionale ha approvato la riforma della legge sull’edilizia pubblica, stabilendo innanzitutto come requisito base per i cittadini stranieri la residenza regolare in Italia da 10 anni e nel bacino del Comune in cui si fa rischiesta da almeno 5.

La riforma è stata votata martedì, e prevede tra le altre cose che chi fa richiesta per un alloggio non abbia subìto condanne penali (eccezion fatta per chi ha seguito un percorso di riabilitazione) e che la convenzione per l’assegnazione duri un massimo di 8 anni, con possibilità di rinnovo previa verifica del mantenimento dei requisiti. Per quanto riguarda invece il patrimonio immobiliare, il 50% alloggi sarà destinato a nuclei familiari sotto la soglia di povertà assoluta, mentre l’altro 50% a nuclei familiari in possesso dei requisiti o altri soggetti “fragili” tra cui: 

- anziani ultra 65enni; 

- nuclei familiari con disabili o malati terminali a carico; 

- giovani coppie con età non superiore a 40 anni con figli; 

- appartenenti alle forze dell’ordine; 

- nuclei familiari soggetti a procedure esecutive di rilascio; genitori separati o divorziati; 

- persone sole con minori; 

- nuclei familiari in condizioni abitative improprie.

Soddisfatto dell’approvazione il presidente della Regioni Liguria, Giovanni Toti, che a margine del consiglio ha sottolineato che «da oggi i liguri e gli italiani sono al centro delle politiche di edilizia residenziale pubblica. Questa riforma garantisce più investimenti, più equità, più giustizia, più case e più facilità di accesso a chi davvero ha bisogno di un alloggio pubblico, in modo da evitare sprechi e inefficienze. I nuovi criteri di assegnazione delle case Erp sono legge regionale».

Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore all’Edilizia, Marco Scajola: «È un primo passo importante che apre le maglie dell’edilizia pubblica a una serie di soggetti in difficoltà che prima erano esclusi dai bandi per l’assegnazione degli alloggi. Chi oggi vive in un alloggio di edilizia pubblica potrà, per gravi motivi di salute o per motivi di lavoro, spostarsi in altre province, avendo le stesse garanzie e il medesimo trattamento. Questo fino ad oggi non era permesso. Fino ad ora, poi, per presentare richiesta di accesso all’edilizia pubblica ci si doveva rivolgere esclusivamente al proprio comune di residenza: d’ora in avanti sarà possibile fare richiesta anche ai comuni vicini, purché nello stesso bacino».

 «Questa riforma - ha aggiunto Scajola - non chiude porte a nessuno ma, anzi, apre le porte alle tante famiglie in difficoltà che purtroppo sono in costante crescita. I fondi, poi, verranno utilizzati meglio per realizzare interventi di riqualificazione e di nuova edilizia pubblica. Si tratta quindi di un grande lavoro, che i cittadini attendevano dal 2004». 

La nuova legge prevede inoltre che il limite di sforamento del reddito Isee per 5 anni consecutivi comporti, per tutti, la decadenza dell’assegnazione, e l’attribuzione alle Arte liguri delle funzioni di gestione anche delle attività relative alla stipula degli atti convenzionali di locazione.

Secca la replica dell’opposizione all’approvazione: per il Pd la nuova legge è «palesemente anticostituzionale», oltre che «modificata e rattoppata in continuazione. Presenta gravi problemi che metteranno in seria difficoltà i liguri che già vivono in questi alloggi - si legge in una nota - Si va dal reddito dei figli, che la legge del centrosinistra conteggiava sull’Isee soltanto dopo dieci anni mentre Scajola dimezza questa soglia, e si arriva all’assurdità dei 5 anni di residenza nei bacini territoriali necessaria per poter chiedere una casa popolare. Una forte limitazione per la mobilità dei liguri che se si spostano da una città all’altra entro i confini della regione devono comunque attendere cinque anni prima di richiedere un alloggio Erp. Inoltre i nuovi criteri di assegnazione, con l'individuazione di nove soggetti abilitati ad accedere alle graduatorie, contribuiranno a una straordinaria confusione, con il rischio di fare nove graduatorie al posto di una sola, eludendo di fatto l'Isee e lasciando spazio a un'enorme discrezionalità nelle scelte, oltre a penalizzare le fasce più deboli collocate sotto la soglia di povertà».

Esulta invece il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini: «Serviranno 5 anni di residenza in Liguria, e 10 anni di residenza in Italia, per avere una casa. Molto bene: la sinistra ci accusa di "razzismo", io invece penso sia giusto così: prima gli italiani»

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