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Profughi, Sonia Viale: «Se ci fosse una reale motivazione di persone che scappano dalla guerra...»

«Si scaricano sui cittadini responsabilità che sono a monte perché questi flussi di sedicenti profughi dovrebbero essere bloccati prima di arrivare nelle nostre città o, addirittura, nei piccoli paesi dell'entroterra». Così Sonia Viale

Matteo Rosso (FdI-An) ha presentato ieri in consiglio regionale un'interrogazione relativa al progetto di accoglienza nella casa Bozzo di via Edera 22, gestita dal Ceis, nel quartiere genovese di Quezzi, di circa 50 profughi.

Rosso ha rilevato «molteplici criticità, sia dal punto di vista dell'impatto sociale sul quartiere sia per la viabilità e la tenuta idrogeologica dell'edificio perché la base del muro di contenimento di Casa Bozzo confina con il rio Ammarengo e presenta tratti di cedimento. Chiedo, dunque, - ha concluso - se siano presenti tutti i permessi necessari da parte di Comune e Asl per il progetto e se sia compatibile con le reali condizioni di logistica del quartiere».

Per la giunta ha risposto l'assessore alle politiche sociali e alla sicurezza Sonia Viale che ha stigmatizzato le procedure di accoglienza adottate dall'Italia e dall'Europa: «In questo modo si scaricano sui cittadini responsabilità che sono a monte perché questi flussi di sedicenti profughi dovrebbero essere bloccati prima di arrivare nelle nostre città o, addirittura, nei piccoli paesi dell'entroterra».

Rispetto al caso specifico Viale ha rilevato che il quartiere presenta problemi di vivibilità e ha spiegato che, secondo gli accertamenti effettuati dalla Asl 3, la struttura può accogliere un massimo di 25 persone e ha assicurato che vigilerà su eventuali violazioni di questo limite.

Sul versante idrogeologico l'assessore ha esposto la relazione del competente servizio regionale che non prevede limiti all'utilizzo degli edifici esistenti. L'assessore ha quindi ricordato la procedura di gara, avviata dalla prefettura di Genova, per l'accoglienza di duemila stranieri nella provincia, fra aprile e dicembre 2016, che prevede un impegno di spesa di oltre 19 milioni di euro.

«Sono cifre da capogiro viste così, perché - ha concluso - se andassero a buon fine, se fosse un'emergenza con un termine, se avesse una reale motivazione di persone che scappano dalla guerra avremmo, data la tradizionale generosità della nostra comunità, sicuramente la pazienza di aspettare. Ma siccome dietro non vediamo una fine e una gestione dell'emergenza, pensiamo che non siano soldi ben spesi, ma che vanno a creare difficoltà anche nei percorsi di integrazione».

Viale, dopo avere ribadito che la Regione non è competente su questa materia, ha quindi auspicato un passo indietro da parte delle istituzioni coinvolte.

Rosso si è dichiarato soddisfatto dell'intervento dell'assessore ma chiederà più verifiche rispetto al rischio idrogeologico.

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