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Carlo Felice: la protesta alla prima della Traviata approda a Tursi

Il question time durante la seduta del Consiglio Comunale di martedì 21 maggio 2013 si è concluso con la richiesta di informazioni in merito alla protesta avvenuta durante la 'prima' della Traviata al teatro Carlo Felice

Genova - Il question time durante la seduta del Consiglio Comunale di martedì 21 maggio 2013 si è concluso con la richiesta di informazioni in merito alla protesta avvenuta durante la 'prima' della Traviata al teatro Carlo Felice. A presentarla sono stati i consiglieri Pietro Salemi (Lista Musso) ed Edoardo Rixi (Lega Nord).

 

Ha risposto il sindaco Marco Doria. «La situazione del teatro è assai complessa - ha spiegato Doria -. Il caso della 'prima' della Traviata è stata, per i sindacati, un'occasione di presentare il proprio punto di vista in un momento in cui la direzione del teatro sta cercando di salvaguardare i conti».

«Le entrate del Carlo Felice previste per il 2013 ammontano a 19 milioni di euro, di cui circa 11 milioni arrivano dal Fus e, se approveremo il bilancio, più di 2 milioni di euro saranno messi a disposizione dal Comune, mentre oltre 1 milione sarà stanziato dalla Regione. È chiaro - ha spiegato il sindaco - che la maggior parte dei fondi arriva da contributi pubblici».

«Per quanto riguarda le sponsorizzazioni, rigetto le accuse di scarso impegno nella ricerca di sponsor privati: non è facile, in un momento come questo, ottenere sponsorizzazioni da privati. In passato le sponsorizzazioni sono venute da una raccolta straordinaria organizzata dall'Associazioni Industriali e anche dai gruppi Iren e Finmeccanica e quest'ultima oggi è in crisi. Ciononostante, abbiamo rivolto ripetuti inviti a sponsor privati per il sostegno al Carlo Felice, e ancora li solleciteremo».

«Rispetto ai ricavi da prestazioni - ha spiegato ancora Doria -, questi coprono solo i costi e non sono in grado di generare utili. Peraltro, le repliche sono un'arma a doppio taglio: più aumentano, più diventa difficile riempire la sala».

«Il cda doveva presentare un bilancio in equilibrio - ha concluso il sindaco -, per far questo è stato necessario adottare i contratti di solidarietà. L'ammortizzatore sociale è imprescindibile, ma non risolve in prospettiva i problemi del teatro: occorre un piano d'azione che il cda sta elaborando, ma la realtà è che la struttura specifica degli enti lirici italiani presenta grossi problemi».

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