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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Politica

Abolizione caccia con arco e frecce e stop ai cani alla catena: la Regione dice no, polemiche

Movimento 5 Stelle all'attacco della maggioranza di centrodestra

Movimento 5 Stelle all'attacco della maggioranza di centrodestra in Regione per la bocciatura di alcuni emendamenti al disegno di legge 'omnibus' (a questo link tutti i dettagli) che, tra le altre cose, darà la possibilità alla giunta di accendere un mutuo fino a 57 milioni per co-finanziare la realizzazione del lotto b della nuova diga di Genova. Al centro della polemica la respinta di due documenti che chiedevano di abolire la caccia con l'arco e di introdurre il divieto di tenere animali d'affezione in catene.

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"Siamo all'assurdo, il centrodestra riesce a dare il via libera a un articolo che di fatto indebiterà i liguri per i prossimi decenni, ma non trova la quadra su un emendamento a costo zero che va nella direzione della tutela degli animali da affezione - afferma il capogruppo regionale Tosi -. Nel solco di quanto fatto da altre regioni, abbiamo proposto di inserire un articolo per salvaguardare i cani dal pericolo di essere tenuti alla catena. Siamo certi che alla maggioranza questo emendamento piaccia, altrimenti non si spiegano le promesse in Aula. Tuttavia, esattamente come hanno fatto con la Dote sport, prendono tempo per potersene fregiare facendolo proprio. Prendono tempo con giustificazioni peraltro assurde: ritengono che l’emendamento M5S non abbia ragione di esistere nel Ddl portato oggi in Consiglio regionale. E allora chiedo: perché si chiama 'Omnibus'? - conclude Tosi -. Detto ciò, non mi arrendo: gli animali di affezione non devono vivere alla catena e farò di tutto perché li si tuteli con una legge regionale".

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Il consigliere regionale pentastellato Paolo Ugolini aggiunge: "L’uso di arco e freccia come strumento di caccia contrasta con i valori di tutela e benessere degli animali. Concetti che questa Giunta dovrebbe salvaguardare non solo per i risvolti etici e giuridici del nostro vivere civile, ma anche perché è di questi giorni la notizia di un ineffabile ministro di destra secondo cui: 'il benessere animale si verifica chiedendo direttamente a loro'. Bene - prosegue -, ha mai chiesto a un daino o a un capriolo o a un cinghiale come si sente mentre vaga nei boschi con una freccia conficcata nella coscia o nella schiena? Il principio di non crudeltà non viene rispettato se si caccia con l’arco, perché c’è sempre il rischio che la freccia non centri la preda finendola senza farla soffrire, costringendola anzi a vagare patendo indicibili sofferenza finché non sopraggiunge la morte. Abbiamo chiesto l’abolizione dell’arco quale strumento venatorio - conclude -, ma la destra non ci sente: si vede che, due settimane dopo la tempesta che rischia di mandare a casa questa destra fissata con la caccia, conta davvero tutto… persino il voto di uno sparuto gruppo di appassionati di arco e freccia". Sulla caccia con arco e frecce anche molte associazioni animaliste avevano protestato nei mesi scorsi, portando avanti anche una petizione firmata da oltre 100mila persone. 

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