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Ancora bagarre in consiglio comunale. L'opposizione: "Cassibba si dimetta", Bucci: "Noi insultati da D'Angelo"

Ancora alta tensione dopo la rissa sfiorata in Aula Rossa lo scorso martedì: i consiglieri di opposizione sono intervenuti in massa per chiedere una riflessione al presidente del consiglio comunale Cassibba, ma la discussione si è fatta subito accesa

Ancora un pomeriggio di alta tensione in consiglio comunale, dopo la rissa sfiorata martedì scorso: la discussione si è fatta subito accesa e non sono mancate le riprese a consiglieri comunali, con urla e minacce di querele. 

Dopo le interrogazioni, i consiglieri di minoranza hanno preso la parola quasi tutti per chiedere di intervenire insistendo sullo stesso punto, ovvero chiedendo le scuse e una riflessione (con un passo indietro) da parte di Carmelo Cassibba, il presidente del consiglio comunale che esattamente una settimana fa si era alzato avvicinandosi a Simone D'Angelo, capogruppo Pd, venendo trattenuto dall'assessore alla Sicurezza Gambino, dopo un'accesa discussione sul Liguria Pride.

Tutti i consiglieri di minoranza intervenuti hanno citato l'articolo 10 del regolamento del consiglio comunale: "Il presidente è investito di potere discrezionale per mantenere l'ordine e per assicurare l'osservanza delle leggi e dei regolamenti, nonché la regolarità delle discussioni". "Ci aspettiamo una riflessione - ha detto Alberto Pandolfo, Pd, vicepresidente del consiglio comunale - che non sia legata solo a scuse di ripresa o a un'intervista rilasciata a una sola emittente".

La maggioranza: "Opposizione vuol fare ostruzionismo"

Filippo Bruzzone (lista Rossoverde) ha chiesto di poter visionare il verbale di martedì scorso: "Ho sentito ricostruzioni che non sono attinenti a ciò che è veramente successo. E chiedo che questo verbale non vada al voto insieme agli altri, nel mucchio". E ancora, Cristina Lodi (Azione): "Richiamo il presidente a rimettere il proprio mandato all'aula. Non c'è nulla che possa giustificare quanto accaduto in quest'aula che è molto grave. Se vuole ha gli strumenti istituzionali per rispondere a eventuali frasi ritenute non accettabili". Donatella Alfonso (Pd) ha proposto di sospendere i lavori per discutere di quanto successo la settimana scorsa. Mentre per la maggioranza sono intervenuti il leghista Federico Bertorello, Lorenzo Pasi e Federico Barbieri di Genova Domani e Nicholas Gandolfo della lista Toti: tutti per chiedere di continuare con i lavori del consiglio: "L'opposizione vuol fare ostruzionismo - ha detto Bertorello - e non ha neanche partecipato alla riunione dei capigruppo stamattina che poteva essere la sede per discutere dei temi che state sollevando. Non entro nel merito della protesta, noi stessi abbiamo detto che ci sono state esagerazioni anche da parte di Cassibba, ma non è questa la sede in cui discutere. Andiamo avanti, la città di Genova deve andare avanti, consentitecelo".

Bucci legge un post di D'Angelo: "Inaccettabile questo modo di lavorare"

La temperatura si è alzata in particolare con l'intervento del sindaco Marco Bucci che ha preso la parola - secondo la minoranza andando contro il regolamento - per leggere un post di D'Angelo su Facebook: "Il consigliere ha definito la giunta 'non solo fascisti, ma pure incapaci'.

Ritengo inaccettabile questo modo di lavorare soprattutto da chi fa la predica a tutti quanti dicendo che bisogna rispettarsi. Una cosa che saranno i legali a definire, dal punto di vista morale la ritengo inaccettabile". D'Angelo ha tentato invano di replicare come fatto personale (Cassibba gli ha risposto che può farlo ma alla fine della seduta) e sono piovute proteste dai banchi dell'opposizione. 

Crucioli a Cassibba: "Faccia tacere quell'uomo al suo fianco"

La discussione si è fatta sempre più aspra, con urla, richiami ai consiglieri, parola tolta e minacce di querele, culminando con l'intervento di Mattia Crucioli (Uniti per la Costituzione) che ha chiesto silenzio durante il suo intervento riprendendo aspramente il primo cittadino: "Presidente, faccia tacere quell'uomo al suo fianco (Bucci, ndr), non sono uno yes man del sindaco. Tutto quello che è avvenuto qua è fuori dal regolamento, almeno sa leggere? È indifendibile".

Alla fine, è stato deciso di mettere al voto la prosecuzione del consiglio comunale con l'ordine dei lavori originario: a esprimersi favorevolmente, 24 consiglieri della maggioranza mentre l'opposizione non ha votato. 

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