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Asl 4 Chiavarese, futuro ancora incerto

«Per quanto riguarda il destino delle Asl liguri è importante guardare anche fuori dalla Liguria e vedere se il nostro modello è ancora attuale». Così l'assessore alla sanità Sonia Viale

Ieri in consiglio regionale Luca Garibaldi (Pd) ha presentato un'interrogazione per sapere quali siano le linee di indirizzo della Giunta regionale per la riorganizzazione dell'Asl 4 “Chiavarese” e, in particolare, se sia esclusa l'ipotesi di accorpamento dell'Asl 4 “Chiavarese” ad altra Asl.

Garibaldi ha ricordato che negli ultimi mesi si sono susseguite voci di un possibile accorpamento dell'Asl 4 e il 10 settembre 2015 la Giunta regionale ha deciso di non procedere alla nomina del Direttore Generale dell'Asl ma di “individuare una gestione commissariale per realizzare la  riorganizzazione”.

«Nella delibera - ha aggiunto - si afferma che “eventuali interventi organizzativi e strutturali potranno riguardare le funzioni ospedaliere e territoriali dell'Asl 4 “Chiavarese” e che “sussiste un bisogno riorganizzativo finalizzato alla razionalizzazione, ottimizzazione ed efficientamento dell'assistenza socio-sanitaria sia nel bacino metropolitano sia con riferimento al levante ligure, ambito territoriale su cui insiste l'Asl 5 “Spezzino”».

Il consigliere ha rilevato, inoltre, che la Conferenza dei Sindaci dell'Asl 4 “Chiavarese” il 29 giugno ha deliberato all'unanimità una mozione in cui si chiedeva la salvaguardia della presenza dell'Asl 4 “Chiavarese”, come presidio attivo del governo della salute in un territorio con specifiche caratteristiche sia rispetto al resto dell'Area Metropolitana genovese che del Levante ligure.

Per la giunta ha risposto l'assessore alla Sanità Sonia Viale la quale ha sottolineato: «ritengo che l'ascolto sia imprescindibile per assumere decisioni corrette e ascoltare i sindaci è un passaggio ragionevole».

Viale ha ricordato che ha già incontrato i sindaci che fanno riferimento al territorio della Asl spezzina, del Tigullio e della Asl 1 imperiese e che, a breve, incontrerà anche i sindaci della Asl 3 e Asl 2. «Ritengo tuttavia che i problemi si debbano affrontare non dalla coda ma dall'inizio, quindi, la valutazione del destino delle Asl deve essere il frutto di un ragionamento finale non iniziale, prima bisogna capire quali siano le reali esigenze dei cittadini e se la nostra presenza sul territorio è al passo con i tempi».

Secondo Viale occorre, quindi, eseguire prima una mappatura dei servizi e delle eccellenze sul territorio. «Per quanto riguarda il destino delle Asl liguri è importante guardare anche fuori dalla Liguria – ha aggiunto – e vedere se il nostro modello è ancora attuale. In Toscana, per esempio, ci sono solo 3 Asl e per un territorio molto più vasto del nostro mentre in Lombardia l'orientamento è verso Asl che hanno anche milioni di abitanti».

Secondo Viale occorre cogliere come un'opportunità il fatto che la Liguria ha un'alta percentuale di anziani per impostare un modello sanitario che nei prossimi potrebbe diventare punto di riferimento per altre regioni ora più “giovani”.

Garibaldi si è dichiarato insoddisfatto della risposta: «l'assessore ha chiarito il metodo che intende adottare, ma non ha risposto alle mie domande puntuali sul futuro della Asl 4».

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