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L'appello della Camera di commercio: "Draghi resti e continui azione di Governo"

Le associazioni di categoria e la Camera di commercio di Genova hanno firmato un appello diretto al presidente del Consiglio affinché ritiri le proprie dimissioni e prosegua il percorso di riforme che interessa anche il territorio ligure

La crisi di Governo, che si è aperta dopo che il Movimento 5 Stelle non ha votato la fiducia all'esecutivo sul Decreto Aiuti, ha provocato le reazioni di molte istituzioni locali e di diversi rappresentanti del mondo dell'economia. La preoccupazione maggiore è che la caduta del Governo e le votazioni per il rinnovo del Parlamento possano bloccare le riforme in atto e rischino di pregiudicare i fondi del Pnrr.

Lunedì 18 luglio sulla questione è intervenuta anche la Camera di Commercio di Genova, che ha riunito la giunta nella sede di via Garibaldi 4 e ha deciso di inviare, a nome di tutte le associazioni di categoria che la Camera rappresenta, un appello al presidente del Consiglio, ai parlamentari liguri e a tutte le istituzioni affinché venga data continuità all’azione di governo.

Nell'appello si legge: “Genova e la Liguria, dopo anni di isolamento, sono finalmente al centro di un massiccio programma di investimenti in infrastrutture materiali e immateriali senza i quali l’economia di questo territorio non ha alcun futuro: questo programma non può e non deve subire rallentamenti o incertezze. La situazione economica generale è già delicatissima, e le prospettive di breve periodo per quanto riguarda inflazione e crisi energetica non sono certo incoraggianti".

La preoccupazione del tessuto produttivo genovese e ligure riguarda in particolare il rispetto del cronoprogramma di opere strategiche per l'economia ligure e l'avvicinarsi delle prossime scadenze stabilite dal Pnrr per poter ottenere i fondi europei.

Entro la fine dell'anno infatti il Governo dovrebbe portare a termine importanti riforme, tra cui quella della legge sulla concorrenza, che sono necessarie per poter accedere alle future tranche di finaziamenti.

La giunta della Camera di Commercio ha poi specificato: "Chiediamo dunque al presidente del Consiglio, ai vertici delle Istituzioni locali e a tutti gli Onorevoli Parlamentari liguri di mettere l’interesse di Genova e della Liguria al primo posto della loro agenda. Fra i tanti progetti strategici irrinunciabili per questo territorio vogliamo ricordare, a titolo di esempio, la Gronda di Genova, il cui iter amministrativo è stato perfezionato il 7 settembre 2017.

"Il Ministro Enrico Giovannini, la cui firma rappresenta l’ultimo adempimento ancora necessario per sbloccare la cantierizzazione dei lavori, si è impegnato pubblicamente a mettere il punto finale sull’ormai annosa questione entro il mese di luglio: la Giunta della Camera di commercio e tutte le Associazioni che essa rappresenta sollecitano oggi una decisione pronta e positiva” ha concluso la Camera di commercio.

A sostegno del proprio appello, la Camera ha deciso di accendere un ledwall visibile dalle finestre dei propri uffici di piazza De Ferrari per contare i giorni trascorsi dall’approvazione del progetto della Gronda, che hanno già raggiunto quota 1775.

Sull'appello che la Camera di commercio di Genova ha deciso di inviare al premier Draghi è intervenuto anche il governatore Giovanni Toti che ha manifestato il suo appoggio all'iniziativa:

"Condividiamo e appoggiamo l’appello della Camera di Commercio e dalle Associazioni di Categoria: non è possibile immaginare una situazione di instabilità con una guerra alle porte, con l’inflazione così alta, i rincari di energia e materie prime che mettono in difficoltà le nostre aziende e le famiglie e, soprattutto, con il paese che è pronto a cogliere le straordinarie opportunità che il Pnrr ci offre e che rischieremmo invece di buttare via. In Liguria stiamo lavorando senza sosta per realizzare i progetti entro i tempi dettati dall’Europa, non possiamo permetterci incertezze o rallentamenti”.

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