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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Politica

Morte di Anna Solaro, un minuto di silenzio in consiglio comunale

"Si è chiuso il sipario della sua vita, ma non quello della sua arte": così i consiglieri comunali di Genova hanno ricordato l'attrice e regista scomparsa a fine novembre

Minuto di silenzio a Tursi oggi, prima dell'inizio del consiglio comunale, per ricordare Anna Solaro, attrice e regista del Teatro dell'Ortica, scomparsa a fine novembre dopo aver lottato contro un tumore.

"Il dolore che diventa bellezza - è il commento che è stato letto in Aula Rossa - il pianto che diventa sorriso, la fragilità che diventa forza. Questo faceva Anna Solaro, dava voce a chi non ne aveva, creava spazio a chi non lo aveva. Regista di attori e attrici, guerrieri senza armatura, fragili, emarginati, sofferenti. Una vita dedicata al teatro come terapia, come luogo di incontro e inclusione. Come ricerca costante dell'abbattimento di tutte le barriere che l'emarginazione costruisce, quella solitudine che troppo spesso è protagonista nell'anima di chi soffre. A lei si deve la nascita di Stranità, laboratori e spettacoli realizzati con pazienti psichiatrici in collaborazione con Asl 3. A lei si deve il Rumore del Silenzio, progetto che vede protagoniste donne che hanno subito violenza. A lei si deve Versi di Cura, pensato per supportare i pazienti oncologici nel loro percorso dentrro la malattia, che le valse proprio poche settimane fa il premio della rivista europea Catarsi".

Regista, formatrice, attrice, aveva una carriera lastricata di riconoscimenti come la nomina a Cavaliere della Repubblica: "Gratificazioni che lei vedeva come opportunità di cambiamento culturale, come mezzo di sensibilizzazione per una medicina migliore, più equa nelle cure. Fautrice della cultura che cura, per Solaro la cultura aveva funzioni di promozione sociale, era strumento di riflessione attiva volto all'azione concreta, perché per curare bisogna avere a che fare, partecipare. Non si è mai fermata nella sua missione, mossa dal desiderio di abbracciare, di accogliere e di includere. E quando la malattia è diventata anche per lei protagonsta, l'ha relegata ad attrice di fila, prendendo la regia di quel ruolo e trasformandolo ancora una volta in bellezza, facendosi manifesto di quel teatro che ha portato avanti".

Solaro lascia in eredità alla città il Teatro dell'Ortica: "Figlio dell'arte prediletto, per lei una seconda casa, che a poche ore dalla sua morte portava in scena il suo nuovo spettacolo Arredamenti Interni con protagoniste le donne dei centri antiviolenza. Tra quegli ultimi applausi e infinite dimostrazioni di gratitudine si è chiuso il sipario della sua vita, ma non quello della sua arte".

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