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Treno-bus, proteste per l'aumento del biglietto. Che in altre città costa già meno

Proteste da parte di associazioni e consumatori dopo che l'assessore ai Trasporti ha annunciato l'intenzione di aumentare il costo del biglietto che consente di viaggiare su mezzi Amt e Trenitalia

Una «revisione tariffaria» per portare il prezzo del biglietto integrato «a una somma più congrua»: queste le parole dell’assessore regionale ai Trasporti, Gianni Berrino, che durante l’ultima seduta del consiglio è intervenuto sulla questione del costo della convenzione tra Amt e Trenitalia, in scadenza a fine 2015 e finanziata con un milione e centomila euro l’anno dalla Regione, che non ha ancora confermato l’intenzione di rinnovarla.

«Come giunta non siamo contrari al biglietto integrato, perché si tratta di una facilitazione utilizzata in varie parti d'Europa. La particolarità è che solo a Genova il biglietto integrato costa così poco, per la precisione meno della metà della somma dei due biglietti (1,60 euro per una corsa da 100 minuti, ndr) e, addirittura meno del biglietto singolo, visto che il biglietto del treno costa 1,80 euro e l'integrato 1,50 se si acquista il carnet da 10 biglietti», ha spiegato Berrino in risposta a un’interrogazione da parte di Pippo Rossetti, consigliere del Pd.

«Il biglietto integrato, soprattutto in una situazione di difficoltà per tutte le aziende del trasporto pubblico, deve essere una convenienza per tutti gli utenti della Liguria, mentre a oggi lo usano solo il 15% dei genovesi e quindi il 7% degli utenti liguri”, ha proseguito l’assessore ai Trasporti, confermando l’intenzione di rivedere la cifra per “investire le risorse risparmiate nel trasporto su gomma». E anche se l’annunciato aumento dovrebbe riguardare esclusivamente il biglietto integrato e non le altre tariffe, che rimarranno stabili anche nel 2016, la polemica tra i pendolari già infuria, soprattuto tenuto conto del fatto che in altre città d’Italia sono previste agevolazioni per i cittadini che si spostano con il treno e i mezzi pubblici. 

E’ il caso, per esempio, di Milano, dove l’abbonamento mensile integrato (Atm e Trenord) per spostamenti entro i 10 chilometri costa 58 euro, che salgono a 71 se si rimane entro i 20 km. O di Firenze, dove Ataf consente, con il biglietto da 70 minuti che costa 1,20 euro, di usare sia l’autobus sia il treno nella cerchia delle stazioni che si trovano nel Comune di Firenze.

«Il biglietto integrato Amt/Trenitalia rappresenta una risorsa irrinunciabile per chi si muove sul bacino metropolitano genovese e per i numerosi cittadini che, dovendosi spostare dalle alture o dalla periferia, sono costretti ad affidarsi al trasporto pubblico, sia su gomma che su ferro», tuonano intanto le associazioni dei consumatori chiedendo un tavolo congiunto il prima possibile, con Stefano Salvetti, Presidente regionale Adiconsum, che ha spiegato che «Il biglietto integrato doveva rappresentare solo il primo passo verso un’integrazione superiore e modale all’interno del sistema del trasporto pubblico locale. Privare i cittadini di questo servizio o aumentarne il prezzo significa appesantire significativamente i bilanci familiari e incoraggiare l’uso dei mezzi privati».
 

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