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Alluvione Genova: da Renzi a Grillo, le reazioni dei politici

Nessuno con una pala in mano, ma da buoni politici tutti hanno voluto dire la propria. Da Matteo Renzi a Beppe Grillo, passando per Roberta Pinotti, Franco Gabrielli e Claudio Burlando. Ecco i commenti post alluvione

Non solo Marco Doria (leggi le sue parole), è stata una domenica di riflessioni per diversi politici italiani su quanto avvenuto a Genova. Nessuno con una pala in mano ovviamente, ma chiunque ha voluto dare il proprio parere su come gestire la situazione. Ecco il commento di alcuni di loro.

MATTEO RENZI «C'è l'emergenza e il sostegno del Governo non manca e non mancherà. Adesso tutti a strapparsi le vesti, tutti a indossare la faccia contrita d'ordinanza. Ma diciamoci la verità: del dissesto bisogna occuparsi quando non ne parla nessuno non quando ci sono i titoloni in prima pagina che tra poche ore saranno già dimenticati. I ragazzi che sorridono spazzando via il fango di Genova sono bellissimi e ci dimostrano che c'è una generazione di giovani che non è come viene raccontata in modo superficiale e banale. Ma non bastano. C'è bisogno di sbloccare i cantieri, come abbiamo iniziato a fare con l'unità di missione.  Di superare la logica dei ricorsi e controricorsi che rendono gli appalti più utili agli avvocati che non ai cittadini, come abbiamo previsto con il disegno di legge delega sulla Pubblica amministrazione. Di coordinare la protezione civile con un maggior ruolo del livello centrale come prevede la riforma costituzionale del titolo V. Si chiamano Sbloccaitalia, riforma della P.A., riforma costituzionale, riforma della giustizia, cantieri dell'unità di missione le priorità per l'Italia che vogliamo. C'è l'emergenza certo. Non manca e non mancherà il sostegno del Governo e penso innanzitutto a quei commercianti che hanno preso il mutuo per pagare i danni del 2011 e sono di nuovo da capo. Ci saranno forme di ristoro anche per i privati, è giusto e doveroso e urgente. Non voglio che si arrendano, noi stiamo concretamente dalla loro parte. E non semplicemente con le pacche sulle spalle. Ma se vogliamo essere seri, se vogliamo evitare le passerelle e le sfilate da campagna elettorale, l'unica soluzione è spendere nei prossimi mesi i due miliardi non spesi per i ritardi burocratici. E cambiare finalmente le cose: portare a termine le riforme che noi abbiamo proposto e contro cui altri stanno facendo ostruzionismo in parlamento. Basta scaricabarile: è il tempo del coraggio e nessuno può tirarsi indietro».

BEPPE GRILLO «Andremo martedì a Genova a spalare, anche perché i nostri parlamentari sono abituati a spalare merda in Parlamento. Domani non si può perché hanno dato Allerta 2, vuol dire che non é piu' il caso. Lo afferma dal palco della festa M5S Beppe Grillo. «Chiedere le dimissioni del sindaco Doria? Sì, vedremo».

ROBERTA PINOTTI «Io sono stata questa mattina a Genova, nelle zone intorno alla foce: c'è un grande lavoro dei volontari e di tutte le forze dello Stato. La situazione è drammatica per i commercianti, già colpiti dall'alluvione di tre anni fa. Da parte del Governo servirà un provvedimento per l'emergenza e un altro per aiutare queste realtà. L'Esercito è presente da ieri mattina alle 10 e si muove in base alle richieste del coordinamento in prefettura. Noi abbiamo duecento persone su Genova e provincia e siamo pronti con altre 200 persone dell'Esercito se saranno richieste».

FRANCO GABRIELLI «Ho grande considerazione delle Forze Armate, cresciute nel tempo. I nostri militari sono diventati professionisti della sicurezza. Abbiamo di converso un esercito di volontari, organizzati e formati, di Protezione Civile. Sono stato lì ieri e ho detto a chiare lettere se ci fosse bisogno dell'intervento nazionale perché ho migliaia di volontari che scalpitano per raggiungere le zone alluvionate».

CLAUDIO BURLANDO «Se ricevo il via libera dall'Avvocatura dello Stato e dal Governo io in pochi giorni affido l'opera per la messa in sicurezza del Bisagno. Potrò farlo grazie a un provvedimento che il premier ha messo nello Sblocca Italia ora all'esame del Parlamento. Il Bisagno può essere il primo caso affrontato con una interpretazione nuova dei contenziosi: il diritto dell'impresa a vedere riconosciuto un appalto non potrà prevalere sul diritto dei cittadini ad avere un'opera necessaria per la sicurezza delle persone. Se passa questa interpretazione posso affidare subito il progetto esecutivo e i lavori».

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