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Biodigestore a Isola del Cantone, il no dal consiglio Regionale

Approvate all'unanimità le tre mozioni che impegnano la giunta a ripensare alla costruzione dell'impianto a biogas in Valle Scrivia: troppo vicino alle case e al torrente Scrivia

Bocciato il progetto del biodigestore a Isola del Cantone: il consiglio Regionale ha emesso in mattinata parere negativo per la costruzione dell’impianto per la produzione di energia elettrica da biogas firmato dalla società Energia, approvando tre mozioni portate in aula da Movimento 5 Stelle, Pd e Lega Nord.

Le mozioni che si opponevano al progetto sono state approvate all’unanimità, per la gioia dei residenti di Isola del Cantone e dei comuni limitrofi, contrari sin da subito per l’eccessiva vicinanza che l’impianto avrebbe non solo al centro abitato, ma anche al torrente Scrivia, e per le conseguene negative che potrebbe avere su un territorio delicato dal punto di vista ambientale e a rischio idrogeologico.

Nelle idee di Energia Srl, società di proprietà della genovese Docks Lanterna e della immobiliare milanese Domino, l’impianto dovrebbe trattare per l’80% materiale raccolto dalla raccolta differenziata dell’organico (il cosiddetto “forsu”) e per il restante 20% rifiuti di derivazione industriale, in un totale stimato di circa 33mila tonnellate di rifiuti l’anno, «quasi 10 volte il fabbisogno dell’intera Valle Scrivia», ha sottolineato il Pd, che ha evidenziato anche il fatto che il biodigestore non sia inserito nel Piano metropolitano dei rifiuti della Città Metropolitana.

«Ci sono anche delle incongruenze che andrebbero approfondite rispetto ad alcuni dati presenti nel progetto - hanno proseguito i rappresentanti del Partito Democratico in Regione - Oltre a questo poi vorremmo che venisse considerata la reale capacità di produzione di energia elettrica dell’impianto. Bisogna tenere in considerazione tutti gli aspetti legati al rapporto rischi/benefici secondo il principio di precauzione, date tutte le possibili ricadute ambientali che un’opera come questa potrebbe avere».

Soddisfazione per l’approvazione delle mozioni - e la conseguente bocciatura dell’impianto - anche da parte del Movimento 5 Stelle, uno dei tre firmatari, che in una nota ha fatto sapere che «l'impianto di Energia srl prevede, oltre alla fase di digestione, una fase di centrifuga e successiva essiccazione. Tale procedimento, specie se associato a impianti di pretrattamento di rifiuti non spinto previsti dal progetto, non consentirebbe di ottenere il compost, ma semplice digestato solido essiccato da avviare a centri di recupero autorizzati».

«Non abbiamo preclusioni a priori su una tecnologia o un'altra - ha concluso l’M5s - Ma di fronte a prove certe di pericolosità e inquinamento, basterebbe il buon senso per non autorizzare il progetto».

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