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Genova tra le città italiane con più sprofondamenti improvvisi del terreno

Secondo il rapporto Snpa 'Città in transizione: i capoluoghi italiani verso la sostenibilità ambientale'. La situazione su piste ciclabili, per cui Genova è in miglioramento, e aree pedonali per cui invece si può fare ancora molto

"È in generale un percorso di miglioramento verso la vivibilità quello intrapreso dai capoluoghi italiani negli ultimi cinque anni. La mobilità sostenibile, in particolare sul fronte della mobilità dolce, è il settore in cui i passi avanti risultano più evidenti". È quanto emerge dal rapporto Snpa (Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente) 'Città in transizione: i capoluoghi italiani verso la sostenibilità ambientale' che analizza diverse questioni, dagli sprofondamenti improvvisi del terreno alle piste ciclabili passando per le aree pedonali.

Il report, per la prima volta, presenta una lettura dei trend ambientali delle città capoluogo nell'arco temporale di 5 anni, attraverso tre chiavi di lettura: vivibilità, circolarità e resilienza ai cambiamenti climatici fotografando la transizione dei capoluoghi italiani verso la sostenibilità urbana.

Sprofondamenti improvvisi del terreno: a Genova un numero elevato 

Tra i problemi comuni a tutte le realtà analizzate spicca la fragilità del territorio. Rischio cui si aggiunge in diversi comuni anche quello dei "sinkholes", gli sprofondamenti improvvisi del terreno. "Torino, Milano, Genova e Bologna, nel nord del paese, Roma e Perugia nel centro, Cagliari, Napoli, Bari e Palermo nel Sud hanno fatto registrare il numero più elevato di questi eventi nell'ultimo decennio, ma con 100 eventi l'anno di media e un totale di 1.088 eventi dal 2010 al primo semestre del 2021 è Roma ad aver conquistato il titolo di capitale delle voragini d'Italia e d'Europa".

Nel quinquennio analizzato (2016-2020) L'Aquila si attesta attorno al 5%, la più bassa percentuale tra i capoluoghi di regione, mentre con il 66% è Torino a detenere il valore massimo del campione, indice di una configurazione spaziale tendente alla saturazione, seguita da Napoli con il 62%. "In generale si riscontra una generale tendenza all'incremento del suolo consumato su territorio comunale, con valori più o meno elevati nel tempo e situazioni di sostanziale stabilità, in particolare per i comuni di Aosta, Genova, Trento, Trieste, Bologna, Perugia, Ancona, L'Aquila, Campobasso", si legge nel report.

Aumentano le ciclabili: significativi progressi

In particolare, secondo il report, aumentano le piste ciclabili in quasi tutti i comuni con valori record a Torino, che nel 2019 mette a disposizione dei cittadini 166 km di piste ciclabili su 100 km2 di superficie, Milano e Bolzano entrambe con più di 100 km di piste ciclabili su 100 km2 di superficie nello stesso anno. Significativi i progressi anche di Genova, Cagliari, Bari, Firenze, Catanzaro e Palermo. Ancora priva di piste ciclabili, invece, Potenza e valori in diminuzione fino all'azzeramento a Campobasso. 

Le aree pedonali: a Genova solo 7,6 m2 ogni 100 abitanti

Per quanto riguarda la disponibilità di aree pedonali, favorita dalla sua particolare conformazione geografica, è Venezia a primeggiare di gran lunga con 510 m2/100 ab (2019). Fa eccezione anche Firenze, unico caso in cui i valori superano i 100 m2/100 ab, raggiungendo i 110,8 nel 2019.

Permangono, invece, ampiamente sotto la soglia dei 100 m2/100 ab tutti i restanti comuni del campione, con valori inferiori a 10 m2/100 ab solo per Genova (7,6 m2/100 ab) e Aosta (5,9 m2/100 ab).

Le tendenze sono, comunque, nella maggior parte dei casi verso l'aumento di aree pedonali nel periodo dal 2008 al 2019

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