#genovaciclabile, Bucci: «Avremo una soluzione pronta e operativa»

La petizione '#genovaciclabile: Rendiamo Genova ciclabile! Rendiamo Genova città europea!', lanciata sul sito change.org, è vicinissima al raggiungimento dell'obiettivo delle cinquemila firme

Come purtroppo era prevedibile, con l'avvio della fase 2 dell'emergenza coronavirus e alcune attività che hanno riaperto, molte persone hanno ripreso a spostarsi e hanno preferito farlo utilizzando mezzi privati, piuttosto che quelli pubblici. Nei giorni scorsi la Federazione italiana amici della bicicletta aveva inviato al Comune di Genova richieste ben precise. E qualche giorno dopo, sempre la Fiab, è andata oltre con un progetto per una rete ciclabile d'emergenza.

Un'altra iniziativa che sta riscuotendo molto successo è quella di tre amanti delle due ruote senza motore, Fulvio Rapetti, professore al liceo Andrea D'Oria, Alessandra Repetto e Marco Mantero, che hanno dato vita al gruppo Facebook #genovaciclabile e lanciato l'omonima petizione.

Mentre scriviamo queste righe la petizione '#genovaciclabile: Rendiamo Genova ciclabile! Rendiamo Genova città europea!', lanciata sul sito change.org, sta per raggiungere l'obiettivo delle cinquemila firme. «Stiamo cercando di convincere l'amministrazione a puntare in modo deciso e con scelte che purtroppo da noi sono considerate 'coraggiose' sulla mobilità dolce», spiega Rapetti.

«Genova purtroppo è la maglia nera italiana per incidenti stradali mortali e l'Italia è maglia nera in Europa per polveri sottili - ricorda Rapetti -. In questa delicata fase storica è la stessa Oms a indicare come mezzo più idoneo al mantenimento della distanza sociale la bicicletta ed a raccomandarne l'utilizzo. Purtroppo anni di gestione del territorio da parte di amministratori poco lungimiranti hanno fatto sì che a oggi non esista praticamente alternativa sostenibile all'utilizzo dell'auto e scooter di proprietà, tanto più alla luce della necessità di distanziamento sociale che imita e scoraggia l'utilizzo dei mezzi pubblici».

«Gli innumerevoli tentativi delle associazioni negli anni sono caduti nel vuoto o nella migliore (o peggiore) delle ipotesi hanno dato luce a veri e propri monumenti allo spreco (i 30 metri di ciclabile a Brignole su tutti). Chiediamo - spiega Rapetti - all'amministrazione un atto di coraggio nel cercare di cambiare il paradigma della mobilità mettendo al centro il cittadino e non l'auto. Vogliamo che l'amministrazione comprenda che tale cambiamento non è un capriccio di pochi ma la necessità di molti, che la mobilità dolce ormai è la norma nella maggior parte delle città europee e che Genova deve muoversi in quella direzione, abbandonando un modello di mobilità degli anni Settanta ma che vive la cruda realtà del traffico del 2020. Tutto ciò non deve andare a beneficio di una categoria e a discapito di altre, tutti dovranno esserne felici, sia chi usa mezzi green sia a motore».

La dimostrazione di quanto il tema sia caro ai genovesi è data dai numeri, che l'iniziativa ha messo inisieme in poco tempo. «Siamo quasi commossi dalle adesioni di un numero elevatissimo di iscritti, 4.487 in pochi giorni; è splendido constatare il desiderio di così tanti cittadini a collaborare per migliorare la qualità di vita di una città in modo così costruttivo e propositivo», conclude Rapetti.

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Di mobilità ha parlato il sindaco Marco Bucci durante il consueto punto stampa sull'emergenza coronavirus nel corso della serata di lunedì 4 maggio 2020, primo giorno di fase 2. «Oggi è aumentato il traffico di automobili - ha detto Bucci -. Questa non è una buona notizia perché noi vogliamo che a Genova ci sia una mobilità verde. Lavoreremo con il team e mi aspetto per mercoledì la proposta operativa per tutte le piste, chiamiamole ciclabili, ma vuole dire non solo bicicletta muscolare ma anche elettrica in modo da consentire alle persone di muoversi in questo modo, che è molto moderno, e pone Genova allo stesso livello delle città europee. Nei prossimi giorni avremo una soluzione pronta e operativa».

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