Pioggia di critiche alla ciclabile, ma il Comune difende le scelte fatte

Ai dubbi dei gruppi consiliari ha risposto l'assessore Campora. «Dopo questa fase di avvio, anche con l'aiuto della Polizia Locale, si potranno apportare modifiche»

Il Comune ha reso note le risposte, fornite per iscritto dagli assessori, agli articoli 54, domande a risposta immediata, all'ordine del giorno della seduta di martedì 19 maggio. I gruppi consiliari Vince Genova, Direzione Italia, M5S e Fratelli d'Italia hanno chiesto di approfondire il tema della realizzazione delle piste ciclabili a Genova.

Nello specifico, il gruppo Vince Genova ha domandato se il tratto di pista ciclabile di circa 50 metri che si trova in piazza Verdi davanti alla stazione Brignole non possa essere soppresso, o eventualmente posizionato esternamente, direttamente sulla rete stradale, in quanto interferisce con il posteggio dei taxi, oltre a non essere mai utilizzato.

Per Direzione Italia, il percorso della neo pista ciclabile di corso Italia è pericoloso in quanto non garantisce la sicurezza dei ciclisti, soprattutto a causa dell'aumento del traffico veicolare dovuto alla riduzione della careggiata e alla difficoltà di transito dei mezzi di soccorso. Di più, le auto che devono posteggiare sul lato sono obbligate a 'tagliare' la pista ciclabile creando pericolo per i ciclisti in transito.

Il M5S sottolinea che la realizzazione in via sperimentale delle piste ciclabili in città avviene inserendole tra i parcheggi e la circolazione urbana. A questo proposito ricorda che il decreto ministeriale n.557 del 30/11/1999 al comma 2 recita 'per i Comuni che sono tenuti alla predisposizione del Put ai sensi dell’art.36 del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, il piano della rete ciclabile deve essere inserito in maniera organica, quale piano di settore, all’interno del Put, secondo le indicazioni delle direttive ministeriali pubblicate nel supplemento ordinario n. 77 alla gazzetta ufficiale del 24 giugno 1995. Per i Comuni non tenuti alla predisposizione del Put occorre comunque procedere ad una verifica di compatibilità soprattutto ai fini della sicurezza, con le altre modalità di trasporto'; chiede se sono state rispettate le norme richiamate dal Mit per l’incolumità dei ciclisti.

Infine, il gruppo consiliare Fratelli d’Italia, sempre sulla pista ciclabile di corso Italia, ha proposto di prevedere lo sviluppo del tracciato della ciclabile, sul lato mare, al posto delle aiuole, evitando così l'utilizzo della carreggiata. Tutti i proponenti hanno chiesto quali soluzioni sono allo studio dell'amministrazione per risolvere le criticità segnalate.

«Allo stato attuale - ha chiarito l'assessore Matteo Campora - si sta procedendo con la realizzazione straordinaria di percorsi ciclabili per far fronte all'emergenza covid-19, in modo da rispondere in tempi rapidi alle norme di distanziamento sociale che l'attuale situazione impone. Infatti alla limitazione dell'impiego dei mezzi di pubblico trasporto occorre rispondere con azioni volte ad agevolare la mobilità individuale e, in particolare, quella sostenibile. E l'utilizzo della bicicletta deve essere sempre più protagonista negli spostamenti ordinari, quali raggiungere il posto di lavoro o la scuola quando riaprirà».

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«La scelta delle piste ciclabili in corso di realizzazione - prosegue Campora - rispondono a carattere di urgenza, poiché l'amministrazione ha in corso la progettazione dell’intera infrastruttura ciclabile cittadina, inclusa corso Italia, con ipotesi che non si limitano a interventi di sola segnaletica stradale, ma anche con opere che, per loro natura, non possono essere di immediata realizzazione, come invece impone il momento contingente. Nel merito della pista ciclabile in corso Italia la scelta immediata è stata quella di riservare uno spazio della carreggiata, nel pieno rispetto degli strumenti di pianificazione e delle norme di sicurezza previste dal codice della strada. Le valutazioni - conclude Campora - condotte in fase di definizione delle soluzioni adottate sono state fatte tenendo a riferimento i seguenti strumenti e norme: Piano Urbano della Mobilità ciclistica della Città Metropolitana di Genova, marzo 2020; D.Lgs 285/92 (Codice della Strada); Decreto 557/92 (Regolamento caratteristiche tecniche piste ciclabili); Linee guida del MIT sperimentali per lo sviluppo della mobilità ciclabile nella fase emergenziale (06.05.2020); Parere del Mit su soluzioni tecniche per piste ciclabili (pg 0021102 del 05.04.2017. Dopo questa fase di avvio, anche con l'aiuto della Polizia Locale, si potranno apportare modifiche».

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