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Raccolta differenziata rifiuti, Liguria fanalino di coda

Dati allarmanti dal documento di accertamento annuale: media regionale al 32% (l'obbligo di legge è al 65%), Genova in calo. Smaltimento: si tratta con L'Emilia Romagna per gestire l'emergenza, accordo vicino

Aumento complessivo del 2,83% in tutta la regione ma media per comune inchiodata al 32%, ben lontana dal 65% che sarebbe obbligatorio per legge: la raccolta differenziata dei rifiuti rimane un grande problema per la Liguria, indietro da tempo e ancora tra le ultime regioni in Italia nonostante qualche miglioramento in zone ristrette.

 

Un deciso balzo in avanti era d'obbligo, invece si va avanti a passo di lumaca e, in alcuni casi, si va all'indietro come i gamberi. Se a questo si somma la situazione disastrosa delle discariche, che obbliga la Liguria a chiedere aiuto alle regioni confinanti senza alternative praticabili a breve, il quadro globale dello smaltimento dei rifiuti è preoccupante.

"Emergenza permanente", dice senza mezzi termini l'assessore Giacomo Giampedrone: «Sono dati, questi, che noi consideriamo assolutamente negativi, segno anche di una eredità pesante che andiamo ad affrontare e segno anche di una inversione di rotta da compiere nel più breve tempo possibile. Se si considera che la legge prevedeva il raggiungimento del 65% nel 2012  e che a oggi non abbiamo neanche raggiunto lo step del 45%, che in un anno siamo passati da 11 a 16 comuni in regola che non rappresenta  neanche il 10% dei comuni liguri, la situazione è drammatica, esplosiva».

Il dato che desta maggiore apprensione, più che la lentezza con cui il territorio si muove in questo aspetto fondamentale per la qualità ambientale, è la performance negativa di Genova: il comune capoluogo, dove vive più di un terzo della popolazione regionale, è sceso dal 34,27% al 33,71% in un anno. Avanzano invece, seppure di poco, Savona e La Spezia. Sono soltanto sedici i comuni che hanno raggiunto l'obiettivo del 65%: Seborga, Taggia, Noli, Pietra Ligure, Tovo San Giacomo, Vendone, Garlenda, Arnasco, Villanova d'Albenga, Ortovero, Giustenice, Pieve Ligure, Recco, Portofino, Lavagna, Levanto. Ma sono tutti piccoli comuni, che non superano i quindicimila abitanti. Soltanto Chiavari tra i comuni più grandi ha avuto una performance notevole, incrementando di oltre il 20% rispetto al 2013 e raggiungendo il 62%.

Il problema della scarsa raccolta differenziata si collega al problema dello smaltimento: un rifiuto poco differenziato si smaltisce con maggiore difficoltà e a maggiori costi. Una tonnellata costa 130 euro. Per risolvere l'emergenza di questi giorni nell'area metropolitana genovese la Giunta ha avviato una trattativa con l'Emilia Romagna che dovrebbe arrivare a un accordo nelle prossime ore. La richiesta è lo smaltimento di 200 tonnellate al giorno per un periodo che può andare dai 70 ai 90 giorni e non può essere reiterato. In questo periodo dovrebbe sopraggiungere l'autorizzazione ambientale per l'impianto in Piemonte che la Liguria ha utilizzato fino alla fine di giugno e che ora è bloccato, come era previsto da tempo. L'Emilia Romagna, che dispone di 11 impianti di termovalorizzazione, non ha problemi ad assorbire la quantità richiesta ma sta valutando l'impatto della decisione sui cittadini.

«Non vedremo rifiuti per strada - assicura Giampedrone - ma finché non riusciremo a smaltire tutto a casa nostra saremo a rischio emergenza in qualsiasi momento. Speriamo di avere tre o quattro mesi di tregua per poi trovare le soluzioni che al momento non ci sono. A lungo termine si dovranno fare scelte importanti, dalla termovalorizzazione agli impianti di trattamento. Le regioni vicine ci aiutano, ma se non abbiamo impianti nostri su che base di dialogo ci poniamo nei loro confronti? Conferire fuori regione un rifuto mal differenziato, peraltro, non è un buon biglietto da visita. Cercheremo di stabilire un programma a lungo periodo con Emilia, Piemonte e se del caso anche con Lombardia, ma non è la soluzione. Possiamo accettarla come situazione interlocutoria per pianificare una soluzione interamente ligure».

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