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Olii esausti, in arrivo nuovi bidoni per la raccolta

Oltre che nei punti olio 'rossi' come sempre l'olio esausto potrà continuare a essere conferito nei diversi centri di raccolta e nelle isole ecologiche e ovviamente nei 57 Ecovan

Tra le 600 e le 800 tonnellate è la quantità di oli esausti, che si stima i cittadini di Genova producano ogni anno e che oggi viene raccolta solo in piccola parte, finendo per lo più negli scarichi fognari e nelle falde acquifere e causando danni all'ambiente e ai sistemi di scarico delle abitazioni.

Per favorirne il recupero e il corretto smaltimento, il Comune di Genova ha deciso, d'intesa con il Conoe (Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti) e Amiu, di promuovere un accordo volto a favorire la raccolta capillare degli oli vegetali di provenienza domestica.

E per questo motivo è partito martedì 16 aprile sul territorio genovese un potenziamento del servizio e una nuova campagna di informazione per i cittadini legata alla raccolta differenziata dell'olio e grassi vegetali esausti con lo slogan 'Olio recuperato ambiente salvato!'.

L'intesa, della durata di tre anni, prevede l'estensione progressiva della raccolta con il posizionamento degli appositi cassonetti dal caratteristico colore rosso nei vari quartieri per coprire tutti i Municipi in maniera capillare: dalle scuole pubbliche ai supermercati alle parrocchie e altri luoghi di aggregazione.

Un'iniziativa, che, grazie alla moltiplicazione dei punti dove i cittadini possono conferire l'olio esausto, che passano dagli attuali venti a circa un centinaio, e a un'importante campagna di sensibilizzazione attraverso la diffusione di video tutorial, affissioni, volantini e attività sui canali social istituzionali, si auspica possa portare a raccogliere tutte le 600 tonnellate di olio esausto stimate.

A Genova nel 2023 sono stati raccolti, principalmente nelle tre isole ecologiche e attraverso il servizio Ecovan, circa 47 tonnellate di oli e grassi esausti e circa 13 tonnellate nel primo trimestre di quest'anno, ma con la nuova implementazione si vuole moltiplicare le quantità raccolte sul territorio.

La raccolta dell'olio esausto da cucina è molto importante. Gettare olio nel lavandino, ad esempio, provoca danni seri ai tubi di scarico e al funzionamento dei depuratori incrementando i costi di gestione. Inoltre, disperso nell'ambiente arreca ingenti danni inquinando acque e terreni, senza considerare i costi per la collettività. Si stima, infatti, che la depurazione delle acque inquinate da questo rifiuto richiede 1,10 euro al chilogrammo e il consumo di almeno 3 kW/h di energia.

Vanno inseriti negli appositi contenitori rossi solo oli alimentari (olio di oliva, mais, girasole, etc...) come olio della frittura e la cottura, olio per la conservazione dei cibi in scatola e in vetro (tonno o verdure) o da condimento, oli vegetali deteriorati o scaduti. L'olio esausto, dovrà essere filtrato da impurità ed eventuali residui di cibo per ottimizzare il processo di trasformazione da rifiuto a risorsa, e raccolto in bottiglie di plastica ben chiuse che potranno essere conferite direttamente all'interno dei contenitori rossi.

Oltre che nei punti olio 'rossi' come sempre l'olio esausto potrà continuare a essere conferito nei diversi centri di raccolta e nelle isole ecologiche e ovviamente nei 57 Ecovan che in giorni e strade diverse stazionano nella nostra città. I punti dove i cittadini possono trovare i punti a loro disposizione si troveranno nella sezione del sito amiu.genova.it.

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