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Greenpeace a Genova: protesta contro la moda

Sabato 2 marzo i volontari di Greenpeace hanno protestato nel centro di Genova davanti ai negozi dell'alta moda per la campagna The Fashion Duel contro la deforestazione e l'inquinamento

Genova – Curiosa manifestazione nel weekend a Genova dei volontari di Greenpeace. Sabato mattina i guanti verdi dell’organizzazione hanno sfidato il mondo dell’alta moda anche nel capoluogo ligure, inserito nelle 24 città dove la manifestazione si è tenuta.
A Genova l’iniziativa si è svolta sabato 2 marzo in via Roma davanti alle vetrine di Dolce&Gabbana, Salvatore Ferragamo e Louis Vuitton, successivamente in via XXV aprile davanti alle vetrine di Gucci e in via XX Settembre davanti alle vetrine di Trussardi, suscitando l’interesse dei passanti che si sono fermati di fronte ai grandi guanti verdi simbolo della campagna "The Fashion Duel".

«In testa alla classifica "The Fashion Duel" – informa Greenpeace - c'è Valentino Fashion Group, l'unico marchio a impegnarsi per garantire che i loro prodotti non siano contaminati dalla deforestazione e dall’inquinamento. Diverse aziende, tra cui Armani, Gucci e Versace, hanno preso solo impegni parziali che non bastano a invertire la rotta. Invece Prada, Dolce&Gabbana, Chanel, Hermès, Trussardi, Alberta Ferretti e Roberto Cavalli non hanno fornito informazioni precise per dimostrare la loro volontà di proteggere l’ambiente».

«A distanza di quattro mesi, marchi come Prada, Dolce&Gabbana e Chanel si rifiutano ancora di rivelare cosa c'è dietro i bellissimi vestiti che producono. Oggi Greenpeace sta sensibilizzando i loro clienti in ventiquattro città italiane, che sono d'accordo con noi: la moda è così bella che non deve costare nulla al Pianeta» afferma Esperanza Mora, della campagna “Fashion Duel” di Greenpeace.

Già 25 mila persone hanno chiesto alle aziende dell’alta moda di adottare delle politiche di acquisto e produzione a Deforestazione Zero e a Scarichi Zero. Secondo Greenpeace le filiere della pelle e della carta non possono essere contaminate dalla deforestazione in Amazzonia e in Indonesia, e dai cicli produttivi devono essere eliminate le sostanze tossiche che potrebbero compromettere le risorse idriche globali.

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