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Consumo di suolo: Genova tra le prime dieci città italiane

La Superba è nona nella classifica della stima del suolo consumato (ettari) a livello comunale

I dati non sono molto positivi, e arrivano proprio in occasione della Giornata per il Suolo promossa il 13 luglio da Ispra ed enti tra cui Fao, Confagricoltura, Legambiente, Slow Food e altri. Un occasione per puntare il dito sul consumo di suolo, grazie al rapporto 2016 di Ispra che mostra una fotografia inquietante: ogni secondo, infatti, vengono "mangiati" ben quattro metri quadrati. Facendo un rapido calcolo si arriva a 35 ettari al giorno, 125 chilometri quadrati l'anno. Una crescita che ci è costata un quarto dei campi coltivabili e che, anche se rispetto al passato sta rallentando il suo corso, rappresenta comunque un allarme.

A livello comunale, i maggiori valori di superficie consumata si riscontrano a Roma (oltre 31.000 ettari), con una crescita di ulteriori 160 ettari tra il 2012 e il 2015 (lo 0,5% in più) e in molti comuni capoluoghi di provincia: Milano (oltre 10.000 ettari), Torino (8.200), Napoli (7.300), Venezia, Ravenna, Palermo, Parma, Genova, Verona, Ferrara, Taranto, Perugia e Catania (tra i 5.000 e i 7.000 ettari di suolo consumato). 

La tabella della stima del suolo consumato (ettari) a livello comunale per i 20 comuni con i valori più alti del 2015 comprende Roma con 31mila ettari, Milano con 10mila, Torino con 8mila, Napoli con 7mila, poi Venezia, Ravenna, Palermo, Parma con 6mila circa, e Genova con 5.750 ettari. A seguire, Verona con 5.616.

Diversa invece è la tabella della stima della percentuale del suolo consumato, che vede ai primi posti soprattutto piccoli comuni con ampie zone agricole destinate a infrastrutture, impianti fotovoltaici, aree industriali.

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