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Sabato, 26 Novembre 2022
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Mar Ligure, aumentano gli avvistamenti di cetacei

Sempre più numerosi gli esemplari di balenottere, delfini, capodogli, mante e tartarughe marine avvistati nei nostri mari: merito dell'acqua particolarmente pulita

Il mar Ligure si dimostra un vero e proprio “paradiso” per la fauna marina, in particolare per i cetacei: stando ai dati raccolti dalla Fondazione Cima (Centro Internazionale di Monitoraggio Ambientale) , nel 2017 nelle acque della nostra regione gli avvistamenti di balenottere, capodogli, mante, tartarughe marine sono aumentati in maniera esponenziale rispetto al 2016.

I numeri degli avvistamenti

A oggi sono state 205 le balenottere comuni avvistate, più del doppio rispetto a tutto il 2016, quando ne sono state viste 89; 42 i Capodogli censiti (erano 46 in tutto il 2016), 116 gli zifi avvistati (una tipologia di delfini molto rara), 5 i branchi di globicefali, cui si aggiunge anche un gruppo di grampi al largo di Genova. Un avvistamento, quest'ultimo, che ha suscitato parecchio interesse a livello internazionale, visto che la specie non veniva vista in questa zona da almeno due anni.

Il video della b alenottera avvistata al largo di Genova  

Numerosi anche gli avvistamenti di delfini, con oltre 5000 stenelle (circa 4500 in tutto il 2016) e 113 tursiopi. E anche le tartarughe marine hanno dimostrato una particolare “passione” per il mar Ligure, con 16 tartarughe caretta-caretta avvistate in un solo pomeriggio. 

Lo spettacolo del saluto dei delfini al largo di Portofino: il video

Anche i rarissimi avvistamenti di mante sono diventati abitudinari, come ha confermato anche Luca Ferraris, presidente della Fondazione Cima: «Fino a oggi abbiamo monitorato circa 15mila chilometri a bordo delle diverse piattaforme utilizzate per i monitoraggi: i traghetti della Compagnia Corsica - Sardinia Ferries, le imbarcazioni di Whale watching delle Compagnie Consorzio Liguria Via Mare e Golfo Paradiso e l’imbarcazione di Fondazione Cima, il catamarano Headwind, ospitato alla Marina di Loano».

Continua il lavoro di ricerca 

A bordo delle imbarcazioni, oltre ai ricercatori, c’erano anche studenti provenienti da 15 diverse nazioni che hanno partecipato al programma Cetasmus, una delle tante collaborazioni attivate dalla Fondazione: «Negli anni abbiamo collaborato con altri enti ricerca che operano sul territorio - ha confermato Ferraris - Arpal, Università di Genova, Tethys e Acquario di Genova per citare le principali».

La Liguria e il suo mare, d’altronde, sono sempre stati un punto di riferimento per i ricercatori e per gli appassionati di whale-watching, complice il fatto di far parte del Santuario Pelagos per i mammiferi marini, istituito nel 1991 come area marina protetta internazionale insieme con Costa Azzurra, Corsiva, Principato di Monaco, Toscana e Sardegna. Il mare particolarmente pulito dell’estate 2017 ha contribuito a rendere gli avvistamenti più frequenti e spettacolari.

«I dati di quest’anno ci parlano di un mar Ligure sostanzialmente in buona salute, con un boom di fitoplankton e ampie concentrazioni di clorofilla che ha garantito la presenza di nutrimento in grado di sostenere il peso dei più grandi predatori - ha commentato l’assessore regionale all’Ambiente, Giacomo Giampedrone - Sicuramente come Regione continueremo nelle nostre campagne di sostegno al monitoraggio degli ecosistemi e della biodiversità marina che rientra nel filone dei progetti dedicati allo studio della biodiversità, grazie alla Fondazione Cima e ad Arpal con cui portare avanti una corretta gestione e conservazione dell’ambiente marino».

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