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Prima domenica in "giallo": pranzo al ristorante e shopping sotto casa

La sezione genovese della Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe) chiede la chiusura alle 22 per aiutare pub, birrerie e cocktail bar

Le code di fronte ai negozi sono ordinate e controllate dai volontari della protezione civile. Alcuni ristoranti hanno registrato il tutto esaurito già sabato sera e le persone ritornano a pranzo fuori, concedendosi una passeggiata per le vie del centro.

Genova ha salutato la prima giornata in zona gialla con la voglia di tornare alla normalità senza dimenticare le regole. «Adesso sta davvero a noi Genovesi rispettare le norme per mantenere questi livelli», commenta l'assessore al Commercio Paola Bordilli. «Già da venerdì con il "black friday" i commercianti hanno avuto un feedback positivo; più in generale, le persone sono interessate a comprare e oggi c'è stato un bel ritorno carico di voglia di ritrovarsi nei vari negozi di vicinato ma in modo ordinato». 

Una boccata d'aria anche per i ristoranti che, secondo dati Istat, nel terzo semestre del 2020 hanno avuto un calo sul fatturato pari a 4,6 miliardi di euro mentre la perdita attesa dei ricavi complessivi dell'anno supera il 33 miliardi. «Dicembre, per la nostra categoria, è un mese importante, si tratta del 20% del nostro fatturato annuale», spiega Marina Porotto, presidente di Fipe giovani Liguria.

«Il mese scorso asporto e delivery sono stati utilizzati solo da una parte di imprese della nostra categoria, molte non sono strutturate per poter vendere secondo queste modalità - continua Porotto -
Il delivery e l'asporto comunque sono solo il 20% dell'intero fatturato per un pubblico esercizio che, per natura e tipologia vive di servizio al tavolo e contatto diretto con la clientela». 

Queste le ragioni che spingono la categoria a chiedere il servizio serale: «Chiediamo di chiudere alle 22 in modo da garantire una parziale sopravvivenza al nostro settore, seguendo i protocolli e con attenzione alle regole».

Per Fipe, il passaggio alla zona gialla è stato visto come positivo, nonostante il poco preavviso. «Un ristorante ha necessità di giorni per organizzare un'apertura, fare ordini e preparare la linea, poteva esserci maggiore rispetto nel preavviso. Adesso l'appello è che le persone escano e acquistino sotto casa, privilegiando i negozi di quartiere per aiutarli a sopravvivere e che tutto sia fatto col massimo rispetto per le regole di distanziamento e uso della mascherina».

Diverse le segnalazioni via social di strade affollate da Rapallo al centro, passando per via Sestri ma il presidente della Regione Giovanni Toti taglia corto: «È inutile continuare il dibattito su quanta gente ci fosse in giro per la città. Se la gente non rispetterà la regole le curve del virus torneranno a salire e torneremo in zona arancione e ci richiuderemo tutti dentro casa. Se, invece, sapremo comportarci con attenzione, prudenza e rispettando le regole, come si deve, riusciremo a tenere sotto controllo il virus e a fare tutti un buon Natale».

Regioni al Governo: «Creare un'area bianca»

«Oltre alle Regioni in area gialla forse è opportuno inserire quelle in area bianca, per consentire ulteriori libertà come i ristoranti aperti alla sera o la possibilità di seguire la messa di mezzanotte, dove il Covid ce lo consente», spiega il governatore. «Penso sia più opportuno consentire un Natale un po' più libero visto che è un pezzo importante dell'economia del Paese, e se dovremo fare qualche altro sacrificio lo faremo a gennaio, tanto con il virus dovremo conviverci per tutta la primavera, quindi nella formula del 'ferma e riparti' è bene tenere un equilibrio tra benessere economico e contenimento del virus», conclude Toti.

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