Staglieno, presentazione del restauro della tomba Moltini Sciutto

Venerdì 22 gennaio alle ore 12 al Cimitero di Staglieno verrà presentato il restauro della tomba Moltini Sciutto, opera dello scultore Eugenio Baroni.

Alla cerimonia saranno presenti l'assessore Elena Fiorini e i rappresentanti del FAI (Fondo Ambiente Italiano), dott.ssa Sonia Asaro e della Soprintendenza, dott.ssa Caterina Olcese, Giambattista Oneto, erede Sciutto per la famiglia proprietaria, oltre alla restauratrice dell’opera, Francesca Olcese.

L’opera è stata restaurata grazie al finanziamento della delegazione FAI di Genova, che ha voluto concretamente "puntare i riflettori" sul Cimitero di Staglieno per metterne in luce le bellezze artistiche ed incoraggiare altri donatori a contribuire ​al​​l'​opera di valorizzazione e tutela​ intrapresa negli ultimi anni​.

Il restauro è stato eseguito da Francesca Olcese, “Maestra artigiana” riconosciuta dalla Commissione regionale dell'artigianato della Regione Liguria, e riporta all’originaria bellezza l’opera dello scultore Eugenio Baroni, realizzata in un monolite di marmo bianco di Carrara e posizionata nel Boschetto Irregolare, al centro di un’aiuola ricca di vegetazione, su un basamento di cemento di circa 10 cm. di altezza.

La tomba si era progressivamente ricoperta di una patina biologica di batteri, alghe, muschi e licheni che le avevano conferito la caratteristica colorazione scura e a chiazze; l’intervento di bonifica ha interessato anche l’area circostante, invasa da rampicanti, radici, vegetazione spontanea.

Il monumento racconta la storia di Guendalina Moltini, modella e amante dello scultore Baroni; sposa di un amico dell’artista, ha una bambina da Baroni e per questo decide di lasciare la casa del marito e i due figli di primo letto, andando a vivere con lui e con la piccola.

Donna brillante e colta, Guendalina non abbandonerà mai Baroni, nonostante lo scandalo creato nell’ambiente culturale genovese, e condurrà un’esistenza isolata e tormentata dal rimorso per i due figli abbandonati.

La tomba Moltini Sciutto è uno dei punti più alti della produzione funeraria di Baroni: figure vestite, coperte da semplici tuniche, panneggiate a fasci di pieghe parallele che disegnano linee secche e taglienti e lasciano scoperti, esaltandoli e talvolta deformandoli, soltanto volti, mani e piedi; volumi geometrici ed essenziali, quasi arcaici, e un modellato sobrio e sintetico prendono il posto delle forme dinamiche, fluide ed avvolgenti, eredità del linearismo elegante del tardo Liberty, nel quale l’artista si era formato. 

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