"Orfeo Rave", l'antico mito in chiave moderna alla Fiera del Mare

Debutta il 7 maggio alla Fiera del Mare di Genova – Pad. B in Prima nazionale Orfeo Rave lo spettacolo di Emanuele Conte e Michela Lucenti, produzione Teatro della Tosse e Balletto Civile.

Lo spettacolo resterà in scena fino all’11 maggio, ore 21 e lunedì 9 maggio anche con replica mattutina ore 10.

Lo spettacolo unisce due realtà artistiche che, pur nella loro diversità, condividono un modo di fare teatro diretto, fortemente visivo, teso al superamento di ogni barriera. La Tosse e Balletto Civile si incontrano per dare vita a un Orfeo che fonde varie forme di espressione in uno spazio urbano non convenzionale. Un lavoro che fa tornare alla mente i grandi spettacoli di teatro fuori dal teatro messi in scena dal Teatro della Tosse sin dagli anni ’80.

Emanuele Conte e Michela Lucenti, per la prima volta firmano insieme uno spettacolo e creano un Orfeo che spazia dalla prosa, alla musica elettronica, dalla danza all’arte visiva, pensato appositamente per l’ambiente che lo ospita.

Ad affascinare gli autori è stata l’enormità di questo spazio e il suo senso di vuoto, che pur aumentando notevolmente le difficoltà di allestimento moltiplica le opportunità e le scelte artistiche.

Nei nove quadri di cui si compone lo spettacolo il movimento, la musica e le video proiezioni creano l’ambiente nel quale agiscono attori e danzatori.

Il pubblico attraverserà gli 11.000 metri quadrati del primo piano del padiglione Jean Nouvel, tra piani inclinati sospesi a mezz’aria, pareti di plastica, cancellate di ferro, ponteggi, panche di legno e lettini da obitorio, in un allestimento scenico, firmato da Emanuele Conte, che trasforma lo spazio, senza stravolgerne la natura.

Le coreografie di Michela Lucenti prendono vita in questo ambiente amalgamandosi con il pubblico, le scene e il vuoto in una serie di danze che mischiano generi e stili diversi: break, contemporaneo e classico.  

Nel Padiglione Jean Nouvel della Fiera del Mare di Genova spettatori e artisti condividono un unico spazio scenico, in un lavoro che riporta il mito alla dimensione di un rito contemporaneo: siamo dentro a un Rave - OrfeoRave - dove i linguaggi si incontrano, i corpi si mescolano e l'esperienza diventa unica.

La storia di Orfeo è una storia di morte e di amore perché gli uomini temono questi sentimenti in egual misura, forse perché entrambi impossibili da controllare.

Il mito di Orfeo racconta un cambiamento e una sfida.

Euridice è prigioniera nell'Ade. Orfeo si avventura nell'Oltretomba per salvarla. Ma dopo aver superato vittorioso le sfide degl'Inferi, l'innamorato soccombe all'ultima prova, quella apparentemente più semplice: voltandosi a guardarla, Orfeo perde l'amata Euridice per sempre.

Perché Orfeo si volta? La grandezza del mito sta nella complessità della risposta. Da Cocteau a Pavese, in tanti hanno cercato una risposta.

Il nostro Orfeo è un uomo. Gli uomini hanno paura tanto dell'amore quanto della morte, perché in entrambi i casi temono di perdere se stessi. Da qui la domanda che muove il nostro spettacolo: e se Orfeo non fosse sceso nell'Ade per riportare in vita Euridice, ma per ritrovare una parte di sé che non esisteva più? Forse Orfeo cercava il suo stesso dolore: quando lo ha trovato, non ha potuto fare altro che voltarsi, per lasciarlo andare, gettandosi alle spalle quella parte di sé che era morta insieme a Euridice.

Ed è per questo che le baccanti mettono in atto la loro terribile vendetta. Il rave prende forma. Orfeo sarà fatto a pezzi per aver rivelato la propria verità, per aver scelto di rinunciare all'illusione dell'amore romantico, per essersi negato al sentimentalismo.

Nel rito officiato dalle baccanti, la potenza della musica e la forza delle immagini restituiscono al presente l’archetipo e lo trasformano in emozione e il pubblico, accolto dalla Morte, diviene l’elemento vivente di una scrittura complessa.

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