Le Ninfee di Monet sono arrivate a Genova: ecco i tre modi in cui si possono ammirare

Alla base c'è la possibilità di stare soli con il capolavoro del pittore francese per cinque minuti: a fare da sottofondo, silenzio, musica o parole

Sono finalmente arrivate a Genova le “Ninfee” di Monet: il capolavoro del pittore francese è giunto nel capoluogo ligure ed è stato preso in carico dalle restauratrici del Laboratorio Regionale di Restauro di Regione Liguria per il rapporto sulle condizioni del quadro.

Dal 12 giugno le “Ninfee” saranno in mostra a Palazzo Ducale, e la direttrice Serena Bertolucci ha deciso di consentire ai visitatori di ammirarle in un modo decisamente particolare: complici le norme anti-contagio da coronavirus, chi lo desidera potrà trascorrere "Cinque minuti con Monet”, un incontro diretto, a distanza di sicurezza, per contemplare da vicino e senza rischi il dipinto che proviene dal Musée Marmottan Monet di Parigi soli o con qualche  familiare.

Non solo: i visitatori potranno godere delle Ninfee in assoluto silenzio, oppure accompagnati da un brano scelto appositamente da Ivano Fossati, o dalle parole di Monet in persona, narrate dalla voce di un attore di cui però Bertolucci non ha svelato l’identità, sottolineando che «più lo conosco e più mi sorprende: qui ha fatto una vera e propria magia che mi ha emozionata, incuriosita, stupita e commossa».

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All’esperienza straordinaria di godere delle Ninfee in modo esclusivo si aggiunge dunque un’altrettanto straordinaria audioguida: «Sarà possibile scegliere il sottofondo all’incontro con Monet attraverso un touch screen che verrà regolarmente igienizzato o attraverso il proprio cellulare, con un Qr code - ha concluso Bertolucci - È vero, in questi tempi l’accessibilità della cultura non potrà più essere la stessa, ma questo non vuol dire che non possa essere migliore. Vi aspettiamo per sperimentare».

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