A proposito di AG Fronzoni, la mostra a Villa Croce

"Dobbiamo puntare alle cose essenziali, eliminare ogni effetto ridondante, ogni inutile fioritura, per elaborare un concetto su basi matematiche, sulle idee fondamentali, sulle strutture elementari; abbiamo fortemente bisogno di evitare sprechi ed eccessi."

Designer abile nel trovare il giusto equilibrio tra vertiginosi spazi bianchi e la pesantezza del nero, AG Fronzoni è stato uno dei più grandi maestri della grafica, assoluto sostenitore del "less is more".

Nella sua opera il bianco ed il nero assumono il ruolo di protagonisti assoluti, a cui viene affidato il compito

di comunicare un messaggio creando suggestioni tridimensionali in un mondo che per antonomasia

è bidimensionale, utilizzando quei semplici elementi che sono le lettere.

La mostra, pensata espressamente per gli spazi del secondo piano del museo di Villa Croce, intende esplorare tramite la presentazione di progetti, documenti, foto, materiali d'archivio ed editoriali, la ricerca di AG Fronzoni, con particolare interesse per la sua attività a Genova, sia in ambito pubblico che privato, focalizzando l'attenzione sulla prolungata collaborazione che si instaurò con il Comune di Genova, per cui Fronzoni curò i progetti grafici di numerose mostre d'arte contemporanea dal 1978 al 1983, senza dimenticare la sua figura di progettista nazionale ed internazionale.

Verrà presentata una assortita raccolta di manifesti originali realizzati in occasione di diversi eventi che hanno caratterizzato la vita culturale genovese fino ai primi anni '80, tra gli altri "Il segno urbano", "Immagini criminali", "Sapere e potere" insieme al noto manifesto per la mostra di Lucio Fontana alla Polena, galleria per cui Fronzoni aveva progettato la nuova sede nel 1965, e altri provenienti dal fondo AG Fronzoni, come il manifesto per il Museo sperimentale di Torino del 1967 e il manifesto per la mostra di Gio Pomodoro, unitamente a materiali d'archivio ed editoriali, fra cui la serie della rivista Casabella dal 1965 al '67 e il numero di Domus del febbraio 1993.

I moduli scenici progettati da Fronzoni per il Teatro del Falcone di Genova guideranno il visitatore in un percorso quasi surreale in cui la sottrazione di elementi aggiunge senso e significato all'opera di una brillante mente creativa.

Inviti e programmi studiati per spazi pubblici e privati saranno esposti non solo come prodotti grafici ma anche come testimonianza di un messaggio fondamentale nella filosofia fronzoniana: "Penso sia il compito di ognuno di noi portare la cultura non dove c'è già ma dove manca, in provincia, in periferia, ai più poveri, dove ci sono meno informazioni. […] Compito e dovere di ogni persona è di fare pubblicità alla cultura."

Con la collaborazione dell'Archivio Storico della Pubblicità di Genova e Aiap - Associazione italiana design della comunicazione visiva, Milano.

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