La Val Brevenna raccontata in un libro: segni, memorie e identità nella storia

La Val Brevenna, incassata e ristretta fra due catene montuose, dalla confluenza dello Scrivia si spinge fino ai contrafforti del monte Antola. Valle ricca di acque e di boschi, appartenente al Parco dell'Antola, è un territorio emblematico delle caratteristiche dell'entroterra genovese e della civiltà contadina.

Questa valle, dopo essere stata a lungo dimenticata, sta vivendo un periodo di rinascita e riscoperta, testimoniato anche dalla crescita dei residenti e dall'apertura di strutture ricettive e ristorative.

Ad essa è dedicato "Val Brevenna - segni, memorie e identità nel corso della storia", un prezioso volume di 420 pagine, ideato e fortemente voluto da Lorenzo Banchero, presidente del Gruppo Banchero & Costa, la cui famiglia è originaria del paese di Pareto.

Il libro verrà presentato sabato 17 settembre alle ore 15.30 presso l'Oratorio di Senarega in Valbrevenna. Il programma prevede interventi degli autori, un contributo di Massimo Angelini, le letture di Cristina Parodi, la chitarra e la voce di Marco Cambri.

Il libro, curato da Paolo Giardelli e Mauro Valerio Pastorino, è stato scritto da diciassette studiosi di diverse discipline, che ne hanno ricostruito l'intera storia dalla formazione geologica alla preistoria, ai primi insediamenti umani documentati nell'età del ferro, risalendo il corso della storia dall'epoca romana all'età medievale, dall'Ancièn Regime alla Rivoluzione Francese, dall'emigrazione verso le Americhe al crollo demografico del secondo dopoguerra e alle attuali speranze di ripresa. Storia minuta di una popolazione montana che s'incontra e scontra con la storia ufficiale, essendo il territorio parte dei Feudi Imperiali, sul quale insistono gli interessi delle più potenti famiglie genovesi (Fieschi, Spinola, Botta Adorno, eccetera) e della Repubblica di Genova. Territorio frammentato anche sotto il profilo ecclesiastico, diviso tra la diocesi di Genova e quella di Tortona. Territorio dimenticato, che ritroverà un'unità amministrativa con il Comune solo nel 1893. La prima strada di fondovalle sarà costruita negli anni Trenta del secolo scorso, mentre le frazioni dovranno aspettare ancora molto a lungo.

Gli autori si sono avvalsi di tutte le fonti: archeologiche, scritte, orali per un libro illustrato da 380 fotografie, in gran parte d'epoca e inedite, con corredo di carte storiche e un ricco apparato iconografico.

Una lettura affascinante, ricca di sorprese: dalla recente scoperta di un paleolago, che può celare straordinari segreti, al ritrovamento in una casa di un baule che custodiva la corrispondenza, disposta a strati in ordine cronologico nell'arco di un secolo, di una famiglia e delle vicende di emigrazione dei suoi membri in Argentina e Stati Uniti. Studiosi di varie discipline ripercorrono l'avvincente e tormentata storia di una delle più appartate, suggestive e meno conosciute valli dell'entroterra genovese. Ci si imbatte nel ritrovamento di un corredo funebre che segnala una presenza umana, non si sa se in transito o stabile, in epoca neolitica; lo scorrere del tempo registra l'età romana e le invasioni, la diffusione del Cristianesimo, l'età medievale ed il formarsi dei feudi, il loro tramonto e le speranze deluse alimentate dalla rivoluzione francese, il proliferare di nuove parrocchie con l'incremento demografico; in seguito, per motivi di sopravvivenza, la scelta di partire e lasciare, spesso per sempre, il paese natale. In questa terra l'emigrazione è stata la principale risorsa economica per secoli e secoli, prima stagionale e a più corto raggio, poi transoceanica. Voci provenienti dal passato, perché registrate quarant'anni fa, raccontano di quando si partiva a piedi con la scure in spalla per andare d'inverno a potare gli alberi in Lombardia, a mondare il riso nelle pianure del Vercellese, a caricarsi in spalla gli allora enormi tonni nelle tonnare in Sardegna. E poi l'emigrazione lontana in Cile, Perù, Argentina, Stati Uniti e i personaggi di umilissima origine, che dalla Val Brevenna hanno conquistato fama e fortuna economica all'estero, come Luis Banchero Rossi, il più grande industriale del Perù, amico di Onassis e destinato ad una sciagurata morte, che resta un giallo internazionale; od il pugile Luis Ángel Firpo, divenuto celebre per il suo epico scontro con Jack Dempsey, in palio il campionato mondiale dei pesi massimi. E i più sfortunati, respinti all'arrivo dopo la traversata, o destinati alle medesime rinunce patite in patria.

Una terra traversata da guerre e tragedie: gli spaventosi saccheggi a metà Settecento a seguito della guerra di successione austriaca, le carestie, la peste, l'epidemia di colera, le guerre mondiali, gli episodi drammatici e commoventi della Resistenza. Terra di briganti e violenza, di cui i documenti restituiscono episodi concitati dello scontro di giorno e di notte tra guardie e ladri; le imprese dei banditi più famosi e i coraggiosi uomini di legge che li combattevano. Terra di contrasti come quelli che vedono una latente conflittualità tra popolazione e autorità, siano queste ultime rappresentate dal clero, dai feudatari, o dal ceto borghese che subentrò con la fine dell'Ancien Régime. Terra di difficile accesso, ma anche di comunicazione, quando le montagne univano e non erano barriere, la quale nasconde ancora chiese e villaggi abbandonati di cui ricostruire misteriose vicende. Terra di personaggi e personalità che hanno lasciato un segno: nobili, preti, mugnai, banditi, incantatori di serpenti, imprenditori, piccoli agricoltori. Terra di speranza, dove un turismo responsabile, l'heritage tourism sensibile alle radici del passato, può generare una crescita economica virtuosa, insieme all'attività agricola e zootecnica. Ogni pietra, ogni filo d'erba, ogni mulattiera ha qui una voce, è un libro aperto che racchiude la storia di donne e uomini che vi hanno vissuto, lavorato, sofferto e gioito. L'entroterra mostra nello scorrere delle pagine di quest'opera il patrimonio inesplorato che custodisce e le potenzialità inespresse che aspettano di essere valorizzate.

Al termine focaccia e vino bianco. L'ingresso è libero e gratuito.

Per info: turismo@comune.valbrevenna.ge.it - telefono 320.1710281 347.2219747.

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