Mostra "Geometrie vive"

Nell’ambito della 15^ edizione della Giornata del Contemporaneo Amaci, s’inaugura sabato 12 ottobre 2019 alle ore 17:00 nelle suggestive sale di Palazzo Stella a Genova, la mostra personale di Guido Alimento “Geometrie vive” a cura di Mario Napoli. La mostra resterà aperta fino al 23 ottobre 2019 con orario dal martedì al venerdì 9:30–13:00/15:00–19:00, il sabato 15:00–19:00.

La ricerca artistica di Guido Alimento è una ricerca sui valori estetici, compositivi, poetici e simbolici della fotografia intesa come strumento interpretativo e di visione della realtà. Dal naturalismo al concettualismo, dalla fotografia paesaggistica all’astrazione, il percorso di questo artista si è sviluppato perseguendo l’affermazione di un linguaggio sempre più essenziale.

Da sempre interessato all’osservazione del mondo naturale, nella sua ultima produzione si è lasciato guidare dall’intuizione fondamentale secondo cui nel mondo naturale sono riscontrabili forme geometriche che è possibile individuare e afferrare grazie alla macchina fotografica. Deriva da questo un procedimento di sintesi che, circoscrivendo degli elementi significativi estrapolandoli dal loro contesto ambientale, crea uno scarto dal dato oggettivo, tale da permettergli di trasfigurare il referente naturale fino a farlo diventare pura sublimazione della materia.

L’artista non utilizza una grammatica astratta, piuttosto allude a quelle forme che mantengono un senso geometrico libero, senza la rigidità della schematizzazione in piena consonanza con la natura. L’armonia metafisica di queste costruzioni naturali rivela una sorta di filo conduttore che permette di scorgere un senso di unitarietà cosmica, un ordine nel creato dai profondi rimandi archetipici.

Esplicitando l’affermazione di Denis Brihat “la fotografia è il mezzo di ricerca poetica per eccellenza; è un rivelatore dell’Universo. Il soggetto è infinito, perciò l’artista può fare opera personale in funzione della sua scelta, proprio come il pittore di fronte ad una tela bianca”, Alimento concepisce la fotografia come un processo di rivelazione cognitiva, una traslazione dalla percezione ottica a quella spirituale, che permette di avvertire diversamente la realtà attraverso una lettura visiva che confina con la narrativa interiore.

La bellezza delle sue fotografie dipende dalla sensibilità con cui l’artista sa modellare e modulare la scala dei grigi, in modo da catturare la luce e trasmettere la fluida consistenza della materia. Il suo suggestivo bianco e nero consente di evidenziare maggiormente linee e segni dei costrutti organici, identificando nella luce l’essenza stessa della materia.

Alimento dona con i suoi scatti il privilegio di un’estatica contemplazione della natura, rivelando un senso mistico delle cose che al pari di un satori, momento dell'illuminazione nella pratica del Buddismo Zen, suggella la scoperta dell’esistenza di un accordo profondo e armonico nella poesia della natura

(Testo critico a cura di Flavia Motolese).

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