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A Vobbia c'è il ponte del diavolo, che chiedeva l'anima ai passanti

Secondo la leggenda a costruire il ponte di Zan sarebbe stato nientemeno che il diavolo, a beneficio della cittadinanza, ma a una condizione: la prima persona a passare avrebbe dovuto offrirgli la sua anima

A Vobbia, vicino al castello di Pietra, si trova l'antico ponte di Zan. Secondo un'antica leggenda, questo ponte sarebbe stato costruito dal diavolo in persona.

Un'infrastruttura molto utile ai cittadini, ma com'è risaputo nelle storie popolari il diavolo non regala mai nulla senza un secondo fine: il tributo da pagargli, in questo caso, sarebbe stata l'anima del primo passante che avrebbe attraversato il ponte una volta terminata la sua costruzione.

Come fare? Nessuno chiaramente voleva oltrepassare il ponte per primo, ma a questo punto Zan - diminutivo di Giovanni - un cittadino molto furbo, fece rotolare sul ponte una forma di formaggio, facendola inseguire da un cane. Così, il diavolo si dovette accontentare - si fa per dire - dell'anima di un animale.

Questa furberia rese famoso Zan, e in seguito anche molto ricco, a tal punto che decise di seppellire i tesori accumulatisi negli anni proprio ai piedi del famoso ponte, dove la sua fortuna era iniziata. Il diavolo, appena vide l'uomo, ricordandosi di essere stato ingannato, lanciò una maledizione: chiunque avesse cercato di disseppellire le ricchezze sarebbe stato travolto da una frana.

Con il tempo però, proprio nei paraggi, venne costruita una chiesa, e il terreno venne "innaffiato" con abbondante acqua santa, fino a quando non fu possibile disseppellire il tesoro senza alcun rischio. Il diavolo, ancora una volta, era stato battuto.

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