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Anche la Liguria a Vinitaly: "all'assaggio" 73 aziende e 12 vini

Il salone mondiale dedicato ai vini e ai distillati si tiene a Verona dal 12 al 15 aprile, e la regione punta tutto sulla qualità dal territorio

La Liguria si prepara a presenziare a Vinitaly, il Salone mondiale dedicato al vino e ai distillati provenienti da tutto il mondo, e lo fa “schierando” le sue armi migliori: dal 15 al 18 aprile a Verona la regione sarà rappresentata da 8 vini Dop e 4 Igp prodotti da 73 aziende, per un totale di 123 etichette che annualmente producono oltre 6 milioni di bottiglie.

I numeri liguri di Vinitaly sono stati elencati in mattinata dal governatore ligure, Giovanni Toti, dall’assessore regionale all’Agricoltura, Stefano Mai, e dai rappresentanti dell’Enoteca Regionale Liguria e di UnionCamere Liguria. Nello spazio di Regione Liguria allestito per la 52esima edizione di Vinitaly e organizzato su due livelli, per un totale di circa 200 mq di superficie, ci saranno 29 aziende dalla provincia di Imperia (52 etichette), 11 aziende dalla provincia di Savona (17 etichette), 4 aziende da Genova (8 etichette) e 25 aziende dalla provincia della Spezia (46 etichette). Tra i vini che potranno essere degustati e assaggiati ci saranno il Rossese di Dolceacqua, l’Ormeasco di Pornassio, il Rivieraligure di Ponente, Golfo del Tigullio-Portofino, Val Polcevera, Colline di Levanto, Cinque terre e Colli di Luni, e ancora Terrazze dell’imperiese, Colline savonesi, Colline del genovesato e Liguria di Levante.

Tanti gli eventi previsti nel corso della manifestazione: oltre alle degustazioni organizzate in collaborazione con Fisar (Federazione italiana sommelier albergatori ristoratori) e agli approfondimenti tematici, domenica domenica 15 verrà assegnato il premio Viticoltore Etico, riconoscimento che lo scorso anno è andato a Giovanni Massa, dell’Azienda agricola ‘Il Cascin’ di Arzeno di Oneglia (Im); lunedì 16 si terrà la sfida tra Liguria e Valle d’Aosta, che si metteranno a confronto tra piatti tipici e abbinamenti con vini locali; mentre per mercoledì 18 è fissata la degustazione dei vini liguri passiti a base di uve Vermentino, Moscatello di Taggia, Scimiscià e Sciacchetrà.

«Nonostante che la produzione sia leggermente calata nel decennio tra il 2006 e il 2016 a causa di condizioni climatiche non ideali, la nostra regione si è riscattata sul piano della qualità, in costante crescita», ha sottolineato l’assessore Mai, confermando una tendenza locale che punta più sul prodotto che sui grandi numeri: «Se dovessimo competere sulla quantità non avremmo scampo in confronto a regioni che producono milioni e milioni di bottiglie - ha confermato Daniele Montebello, presidente dell’enoteca regionale della Liguria - ma sulla qualità possiamo dire la nostra con tanti vitigni autoctoni di qualità». L’obiettivo è allargarsi al mercato estero, superando i confini dell’Asia e del Sudamerica e facendo conoscere la produzione ligure in Cina, Brasile, Argentina e anche Russia.

«Pubblicizzare le nostre etichette a una manifestazione prestigiosa come Vinitaly vuol dire promuovere un nostro prodotto di eccellenza ma anche tutta la Liguria - ha concluso Toti - il classico turismo balneare e quello dell’ arte, della cultura e dell’enogastronomia devono fondersi sempre di più in un’offerta integrata. Il nostro vino racconta bene la Liguria».

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