Villa Croce, nuova vita per la storica insegna Ansaldo

Inaugurata giovedì sera, l'opera "Una città cancella, l'altra scrive" è firmata dall'artista Lia Cecchin, vincitrice del progetto Fondamenta1

“È un momentaccio”: questa la scritta che campeggia sull’ex insegna Ansaldo, “riconvertita” da Lia Cecchin, sotto la direzione artistica di Luca Cerezza, per il progetto Fondamenta1.

L’opera è frutto dell’impegno dell’associazione Amixi per l’Arte contemporanea, che ha deciso di salvare la storica insegna che campeggiava sull’ex Nira, destinata alla demolizione e allo smaltimento come il palazzo. Intitolata “Una città cancella, l’altra scrive”, è stata donata come installazione permanente al parco del Museo di Villa Croce, e giovedì sera è stata svelata alla presenza del sindaco Marco Bucci e di diversi assessori che hanno collaborato al progetto con i loro uffici.

«”Una città cancella, l’altra scrive” è un lavoro che funziona per essere visto di notte - ha spiegato Lia Cecchin - quando le persone trovano il coraggio di compiere la propria trasgressione per renderla pubblica di giorno, invece nell’anonimato. È un lavoro che guarda il mare e se ne fa riflesso. Che illumina gli abitanti di Genova e che si fa promemoria  di una condizione esistenziale comunitaria».

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«L’opera di Lia Cecchin ha conquistato la larga maggioranza della giuria per la sua forza comunicativa e per la ricchezza di implicazioni simboliche che il prelievo e la ricontestualizzazione di quella frase riescono a creare - ha aggiunto Luca Cerezza - Concepita prima della diffusione del Covid - 19, l’opera può acquisire ora ulteriori nuovi significati: oltre a essere un tributo alla creatività anonima di chi ha ideato quella scritta, alla forza comunicativa della “strada”, suggerisce una presa di coscienza di tempi socialmente ed economicamente complessi, diventando un invito alla speranza».

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