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Cultura Castelletto / Salita della Madonnetta

Genova insolita e segreta, le reliquie della Madonnetta

Il santuario della Madonnetta è uno di quei luoghi di cui i genovesi hanno sentito parlare almeno una volta, eppure, forse a causa della lontananza dal centro storico e della ripida e panoramica crêuza che bisogna scalare, per alcuni è ancora una meta “difficile”

Per quanto un genovese pretenda di conoscere la propria città, ci sono sempre degli angoli nascosti, meno noti, da scoprire. È in questa direzione che va la guida Genova insolita e segreta di William Dello Russo, edita da Jonglez. Da qui alle prossime settimane vi racconteremo di cinque luoghi insoliti e segreti. Questa è la terza puntata, dedicata alle reliquie della Madonnetta.

Il santuario della Madonnetta è uno di quei luoghi di cui i genovesi hanno sentito parlare almeno una volta, eppure, forse a causa della lontananza dal centro storico e della ripida e panoramica crêuza che bisogna scalare, per alcuni è ancora una meta “difficile”. Il diorama con le circa cento figurine del presepe – capolavori in miniatura di artisti genovesi del XVII-XVIII secolo – è abbastanza noto, ma non molti sono a conoscenza del fatto che la chiesa possiede una delle più straordinarie raccolte di reliquie della cristianità: circa 20.000 teschi e ossa, provenienti perlopiù dalle catacombe romane; le reliquie sono state artisticamente composte nei venti medaglioni ovali o mistilinei alle pareti, arricchiti da cornici dorate, nelle teche sotto la mensa degli altari e nelle pareti dell’altare maggiore.

Il fondatore del santuario, padre Carlo Giacinto, ideò il luogo di culto come un’aula celeste in cui i resti dei martiri e dei santi cristiani glorificassero la Madonna. La visione del fondatore, profondamente devoto a Maria, ispirò l’architetto Anton Maria Ricca a progettare un movimentato tempio ottagonale, divenuto presto luogo di pellegrinaggi da tutta la Liguria e dai territori circostanti, e al quale si sarebbero poi ispirate numerose chiese liguri. Il luogo di culto, ricostruito nel 1695-96 in luogo di una cappelletta, ruota tutta attorno alla statua della Vergine col Bambino, finemente scolpita in alabastro e proveniente da Trapani, affettuosamente chiamata la “Madonnetta”.

Non solo le reliquie, ma ogni singolo elemento rende gloria alla Madonna: l’apoteosi avviene nello scurolo, al quale si accede tramite la scalinata centrale, dove la statua di alabastro risplende tra affreschi, marmi e pietre rare. Gli altri due bracci della scalinata salgono alla zona presbiteriale, mentre la cripta contiene una preziosa Pietà lignea (1733) di Anton Maria Maragliano; da non trascurare l’organo, mantenutosi nella sua originaria configurazione ricevuta tra Settecento e Ottocento.

Si accede al santuario attraverso un sagrato ottagonale, decorato con uno dei più bei risseu genovesi, a ciottoli bianchi e neri, raffigurante al centro l’aquila degli Agostiniani, che tuttora officiano il complesso, e con una Pietà scolpita da Domenico Parodi.

Fonte: guida 'Genova insolita e segreta' di William Dello Russo, edita da Jonglez, disponibile in tutte le librerie e online.

Le reliquie della Madonnetta

Salita della Madonnetta 5
Tel. 0102725308
p.eugeniocavallari@gmail.com
www.santuariomadonnetta.it.

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