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Beni culturali: con Forget Heritage, Genova modello per la gestione sostenibile

Al via un nuovo progetto europeo per la valorizzazione dei siti storico-culturali sotto utilizzati attraverso l'insediamento di imprese culturali e creative e il coinvolgimento dei cittadini nella definizione del processo

Mercoledì 20 luglio a palazzo Tursi prende ufficialmente avvio il progetto europeo Forget Heritage. Selezionato tra oltre 650 progetti nell'ambito del programma comunitario Central Europe, il progetto Forget Heritage, che vede il Comune di Genova in qualità di capofila, ha come obiettivo lo studio di nuovi modelli di gestione - innovativi, replicabili e sostenibili - per la valorizzazione dei siti storico-culturali sotto utilizzati attraverso l'insediamento di imprese culturali e creative e il coinvolgimento dei cittadini nella definizione del processo.

Il titolo, provocatorio, si rifà agli studi di Rodney Harrison e al conseguente dibattito, secondo i quali il numero di beni storico-artistici tutelati sta crescendo in maniera esponenziale tanto da renderne impossibile una gestione efficace. A tal riguardo si rende necessario un ripensamento della loro gestione per assicurarne la corretta conservazione e fruizione.

Il progetto avrà a disposizione un budget totale di circa 2.500.000 euro e sarà implementato da un partenariato che, con capofila il Comune di Genova, vede partecipare Lubiana (SI), Norimberga (DE), Bydgoszcz (PL), Pécs (HU), Varsavia (PL), Regione Lombardia (IT), Rijeka (HR) e Usti Nad Labem (CZ).

Tra le altre attività Forget Heritage prevede una sperimentazione sul territorio del modello di gestione messo a punto con il contributo di tutti partner; a Genova esso interesserà alcuni beni storici comunali del centro storico.

Con l'acquisizione di questo progetto arrivano quasi a 15 milioni gli euro che l'Unione Europea ha destinato ai progetti che, dal 2010,  hanno visto coinvolto il Comune di Genova - Direzione Cultura in un percorso di collaborazione e confronto internazionale sul tema delle industrie culturali e creative, avviato con i progetti Creative Cities (creazione di un network europeo di cluster di Industrie Creative), Medi@tic (sostegno al settore economico dell'audiovisivo), Med3R (recupero artistico del materiale plastico di scarto), CreArt (mobilità artistica) e Symbols (valorizzazione del patrimonio storico dei cimiteri monumentali).

L'Assessore alla Cultura e al Turismo, Carla Sibilla, afferma: «abbiamo lavorato alacremente per acquisire il maggior numero di risorse su progetti innovativi che aiutassero ad imprimere un'accelerazione alla propria azione nel campo creativo-socio-culturale. Il periodo europeo di programmazione 2014-2020, recentemente inaugurato, ha già dato ottimi riscontri alle eccellenti capacità progettuali espresse dal Comune di Genova e dagli altri soggetti con cui esso collabora».

Recentemente, infatti, hanno visto il via tre nuovi progetti aventi come tema la creatività: due riguardano il tema della musica come elemento fondamentale di dialogo tra i popoli e possibile leva di rilancio economico e coesione sociale, ovvero i progetti “EMI, European Music Incubator” e “CD-Rom@”, mentre il terzo, “Gen-Y City”, affronta le politiche a favore dell'accesso della cosiddetta Generazione Y (i giovani nati tra il 1984 e il 2004) nel mondo del lavoro legato alle professioni creative.

Passi importanti sono stati fatti anche nel campo del turismo, dove il Comune di Genova è capofila del progetto “Interactive cities”,  dedicato alle opportunità che le nuove modalità di comunicazione digitale offrono per il miglioramento dei processi di governance.

Il settore delle imprese culturali e creative, nonostante la pesante crisi economica in corso, è riuscito a mantenere un trend stabile assestandosi a livello nazionale intorno al 6,1% del pil.

Accanto alle opportunità europee, diversi altri progetti di promozione e sostegno alla creatività sono stati portati avanti localmente, sperimentando la teoria che l'insediamento di imprese creative possa favorire processi di rigenerazione urbana.

È il caso di “Maddalena Creative District” finanziato dalla Compagnia di San Paolo, “CCBur” per la valorizzazione del Centro Civico di via Buranello come polo creativo, in attesa di valutazione per il bando “Giovani RiGenerAzioni Creative” dell'Anci e del progetto di gestione sperimentale improntata sull'imprenditorialità e l'innovazione che, in collaborazione con la Fondazione Garrone, verrà avviato su Villa Croce.

Questo ricco patrimonio di esperienze, reti, contatti e sperimentazioni ha suscitato l'interesse di osservatori stranieri che si sono mostrati interessati ad analizzare la realtà Genova per la definizione di nuovi modelli di sviluppo delle realtà urbane.

La sfida per Genova è quella di fare di tutti questi elementi un vero e proprio progetto di “Genova città creativa” e di riuscire a darsi una nuova identità in grado di far emergere, trattenere e attrarre le risorse creative che muovono la città.

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