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Prezzemolina, la fiaba genovese con pesto e torta pasqualina

Nella storia, che racconta le avventure di una bambina rapita dagli orchi, non mancano espliciti riferimenti alla cultura gastronomica genovese

Dopo aver svelato l'origine genovese della storia della popolare eroina Fantaghirò, sempre parlando di fiabe genovesi non si può citare Prezzemolina (o Persemolina), un'altra leggenda tradizionale molto conosciuta. Questa volta non mancano espliciti riferimenti alla cultura gastronomica genovese, come il pesto (da fare con mortaio e pestello, come spiega Prezzemolina alla strega) e la torta pasqualina con cui la ragazzina riesce a ingannare le guardie.

La fiaba - nella sua versione più conosciuta - inizia con il racconto di marito e moglie, che abitavano in una casa vicino al palazzo di alcuni orchi: un giorno la sposa, incinta, vede dalla finestra il buonissimo prezzemolo dell'orto degli orchi. Non riuscendo a resistere alla tentazione, si introduce nel giardino, e lo mangia tutto.

Scoperta dagli orchi, la donna si scusa, ma questi decidono che, per ripicca, mangeranno il suo bambino non appena nascerà. Il patto è così stipulato.

Il tempo passa, e nasce una bella bambina. Un giorno gli orchi riescono a prenderla e la portano via. Dopo aver deciso di mangiarla quando sarà più grande, la fanno lavorare come sguattera nel loro palazzo. La bambina - soprannominata nel frattempo Prezzemolina - è di cuore buono, lavora senza lamentarsi e, con il passare del tempo, aiuta un gatto in difficoltà.

Gli orchi nel frattempo assegnano a Prezzemolina compiti sempre più difficili, sperando che lei non riesca a portarli a termine, in modo da avere una buona occasione per arrabbiarsi con lei e mangiarla finalmente. Ma lei, con l'aiuto del gatto che aveva salvato, riesce sempre a cavarsela. Gli anni passano, e la bambina si trasforma in una bella ragazza.

L'ultima prova che le affidano gli orchi consiste nel recarsi di nascosto in casa di una strega e rubarle un rarissimo uccello parlante. Il gatto, per aiutare Prezzemolina, le affida un mortaio col pestello, una torta pasqualina.

Arrivata a casa della strega, Prezzemolina si accorge che la donna è arrabbiata perchè non riesce a fare il pesto schiacciando il basilico con le pietre. Allora le consegna il mortaio con il pestello, e lei, tutta contenta, va a mostrarlo alle amiche. Una volta davanti alla stanza in cui è custodito l'uccello, Prezzemolina incontra alcune guardie che cercano di bloccarla: consegna loro la torta pasqualina, e loro si fermano a mangiarla.

Dunque la giovane entra nella stanza dell'uccello parlante, che in realtà è un animale magico: dopo aver sentito la storia di Prezzemolina, spezza l'incantesimo che intrappolava un bellissimo principe nelle sembianze del gatto amico della ragazza, e trasforma gli orchi in pietra.

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