Martedì, 18 Maggio 2021
Cultura Centro / Piazza Piccapietra

"Piccon dagghe cianin", ecco a cosa è riferita la canzone

Tra gli anni '50 e '60 il colle di Piccapietra venne completamente spianato, ma rimase nel cuore di tanti cittadini

È una delle canzoni più struggenti e sentite dai genovesi, e solo il titolo rende l'idea di un posto molto amato che è andato distrutto: si tratta di "Piccon dagghe cianin" ("Piccone picchia piano"), riferita al fatto che tra gli anni '50 e '60 il colle di Piccapietra venne completamente spianato, per collegare via XX Settembre a piazza Corvetto con via XII Ottobre. Modifiche per migliorare le condizioni del traffico e ampliare la "city" genovese, che però distrussero completamente il vecchio quartiere.

E infatti la canzone - tanto cara a chi ricorda con nostalgia la Piccapietra d'un tempo, e che ha seguito ogni picconata come un colpo al cuore - inizia ricordando proprio (in dialetto) «i mattoni di Piccapietra che traslocano, con quelli della casa in cui sono nato». E allora piccone, picchia piano, «sono nato qui sotto questo cammino, sono mura che mi hanno visto bambino, su questo pezzo di pietra rotta ho fatto i compiti di latino e ho mangiato trenette e minestroni» La canzone continua, struggente, tra balconi abbattuti, statuine costruite per grazie ricevute che vengono distrutte: «Poche volte ho pianto [...] ma quando ho visto cadere a picconate la stanza dove era nata mia madre mi si è fermato qualcosa proprio qui».

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