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"Coquere lithos": Cogoleto, il paese della pietra

Sembra che il nome della cittadina derivi da "coquere lithos", che in latino significa "cuocere la pietra"; secondo tradizioni locali, fin dalla preistoria gli abitanti cuocevano pietre per ricavare calce

Chi conosce Cogoleto, l'ultimo comune rivierasco a ponente della Città Metropolitana di Genova, sa che si può visitare l'antica Fornace Bianchi, edificio industriale di straordinario interesse, e che nel centro storico si può trovare il "percorso della calce", costituito da una serie di formelle in ceramica raffiguranti fornaci e momenti dell'attività produttiva.

La storia ci porta indietro nel tempo, addirittura nella preistoria, quando già in zona gli uomini avevano imparato a cuocere la pietra. E proprio da questa attività deriverebbe il nome del paese, Cogoleto, dal latino "coquere lithos", cuocere la pietra. Come testimoniano diversi documenti storici, i tenaci abitanti del luogo, dopo aver faticosamente spezzato e sezionato le colline circostanti, avrebbero provveduto a una sapiente e accurata cottura delle pietre nelle fornaci, trasformandole in preziosa calce, dalla notte dei tempi fino alla fine dell'Ottocento.

Le prove si trovaono in diversi contratti antichi che prevedevano la fornitura di calce di Cogoleto, particolarmente apprezzata, a Genova o in Corsica. Questo materiale non è andato perduto e, anzi, è servito a costruire monumenti e palazzi molto conosciuti come Palazzo Ducale, sede del doge e del governo, le mura a difesa della città, l'Albergo dei Poveri, e addirittura la fortezza di Calvi in Corsica.

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