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La leggenda della giovane strega del sestiere di Prè

La ragazza aveva voluto provare un antico rito per cercare di far tornare a casa il marito, che l'aveva tradita e abbandonata con il figlio

Nella Genova del 1600, una giovane donna di 23 anni di nome Vittoria Firpo venne accusata del più terribile dei delitti: la stregoneria. Vittima della maldicenza e della superstizione, la ragazza, che viveva nel sestiere di Pre' venne denunciata da due sorelle a cui si era rivolta per ottenere dell'allume.

A cosa sarebbe servito questo minerale? Secondo la testimonianza delle sorelle, a preparare una sorta di incantesimo per riavere con sè il marito, che aveva tradito la povera Vittoria, abbandonandola con un figlio. Prima di iniziare il rito, pare che la giovane donna, nella sua ingenuità, si fosse anche confessata per dimostrare la sua buona fede.

Naturalmente Vittoria venne rinchiusa in prigione, dove continuò a ripetere che l'incantesimo le era stato insegnato da un'altra donna. Ma con il passare dei giorni arrivarono anche altre testimoni che raccontarono che la ragazza - molto ingenuamente - aveva parlato del rito ad altre donne che erano in difficoltà con i mariti.

La ragazza venne torturata ma riuscì a resistere, confermando sempre la stessa versione dei fatti: era stato fatto tutto in buona fede, e il rito le era stato insegnato da un'altra donna. Pare dunque che alla fine sia stata liberata.

La vicenda ha ispirato la compagnia teatrale Cuori Liberi, che ha preparato "Processo alle Streghe", da portare in scena all'Altrove - Teatro della Maddalena.

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