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Maurizio Lastrico a DiMartedì - credit photo La7

Maurizio Lastrico a DiMartedì - credit photo La7

DiMartedì si conferma "genovese": Lastrico al posto di Crozza (con qualche critica)

Il talk show di La7 ha detto addio al "suo" storico Maurizio, finito a Discovery, dando il benvenuto all'omonimo e conterraneo. Che ha convinto solo in parte

Per un Maurizio che se ne va, un Maurizio arriva. Solo che invece di chiamarsi Crozza, si chiama Lastrico, anche se le origini sono condivise: "DiMartedì", il talk show politico condotto da Giovanni Floris su La7 ormai da tre anni, sembra essere affezionato all’umorismo ligure, e per sostituire il comico e attore genovese che per lungo tempo ha firmato le copertine satiritiche con cui il programma è sempre iniziato ha deciso di convocare un collega ugualmente amato dai suoi conterranei.

Il debutto per Lastrico è arrivato martedì 10 gennaio, prima puntata dell’anno dello show, quando è salito sul palco per raccogliere il testimone di Crozza, fresco di contratto con Discovery e pronto a partire sulla nuova rete con un nuovo programma, “Nove”: un’eredità pesante, cui il volto di “Zelig” ha provato a rendere omaggio con un monologo sull’anno appena trascorso “riassumendolo” in pillole: «Il 2016 è stato un anno coerente. Eccolo liofilizzato: se votate Trump, è un disastro. Votarlo subito! Gran Bretagna: se usciamo dall’Europa, è un casino. Usciamo, tutti via», e ancora:  “La Raggi non sa far niente. Sindaco subito! Il ministro dell’Istruzione non è laureato. Meglio, va bene! Renzi: ‘Se perdo, me ne vado via’. Bene, vai, ciao!».

VIDEO | Il 2016 "liofilizzato" di Maurizio Lastrico

Lo sketch ha fruttato applausi e risate, anche se non è mancata qualche critica da parte di chi, sui social network, l’ha commentato definendo Lastrico «impacciato, rigido». Difficile, d’altronde, non fare il paragone con i tre anni in cui a dominare la scena è stato Crozza, la cui collaborazione con Floris risale ai tempi di “Ballarò”, soprattutto al termine di un anno in cui le imitazioni di personaggi del calibro di Matteo Renzi, Paolo Gentiloni, Papa Francesco e Sergio Mattarella sono diventate cult.

«Maurizio Lastrico hai un compito difficile sostituire Crozza. Dai Maurizio c'è speriamo che il Lastrico venga successivamente», è solo uno dei commenti arrivati sulla pagina Facebook del programma, e ancora «mi manca Crozza, senza di lui non vale neanche la pena accendere la tv», anche se non è mancato chi ha inviato un incoraggiamento al nuovo arrivato. Che superata il sacrosanto timore della “prima”, avrà la possibilità di far ricredere tutti i detrattori.

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