Nuova vita per la storica insegna Ansaldo, inaugurazione dell'opera a Villa Croce

Associazione Amixi per l’Arte Contemporanea presenta il progetto Fondamenta 1 a cura di Luca Cerizza. Inaugurazione dell’opera Una città cancella, l’altra scrive di Lia Cecchin giovedì 24 settembre 2020, ore 19 Parco di Villa Croce

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

L’Associazione AMIXI per l’Arte Contemporanea di Villa Croce a Genova, alla presenza delle Istituzioni e del Sindaco, svela giovedì 24 settembre 2020 alle ore 19.00 e dona alla città l’opera pubblica Una città cancella, l’altra scrive di Lia Cecchin (Feltre, Belluno, 1987. Vive a Torino) vincitrice del progetto Fondamenta 1 a cura di Luca Cerizza, collocata permanentemente nel parco del Museo di Villa Croce e visibile direttamente dalla strada.

Il progetto di arte pubblica Fondamenta 1 ha visto l’intervento dell’Associazione AMIXI per l’Arte Contemporanea nel finanziamento per la rivalorizzazione di un importante reperto della memoria industriale del capoluogo ligure: la storica insegna ANSALDO, disegnata dallo Studio Sottsass negli anni ’80 nell’ambito di una ridefinizione dell’immagine dell’azienda e ormai indissolubilmente parte del paesaggio della città.

Durante lo smantellamento dell’edificio ex-NIRA davanti al Museo di Villa Croce, avvenuto nel quadro delle operazioni di demolizione per il nuovo progetto della Darsena di Genova a firma di Renzo Piano, gli AMIXI e il Comune di Genova hanno recuperalo l’insegna ANSALDO per dotarla di una nuova sede e un nuovo ruolo sociale. Per la realizzazione dell’opera l’Associazione, con la consulenza del curatore Luca Cerizza, ha indetto un concorso fra dieci progetti di altrettanti artisti italiani e vincitrice è risultata la proposta di Lia Cecchin Una città cancella, l’altra scrive.

Il progetto di Lia Cecchin consiste nella collocazione di un neon che comporrà la frase “è un momentaccio!” all’interno del perimetro dell’insegna originaria. Come attesta una foto di Gio’ Palazzo, questa frase compare su un muro della città di Torino nel 1976, periodo di profonde tensioni sociali e politiche. Cecchin rimane colpita dalla semplice realtà di questa constatazione e dalla grafia gentile con la quale venne realizzata, in contrasto con il linguaggio violento di tanti altri graffiti.

Concepita prima dell’esplosione del COVID-19, la frase adottata da Cecchin riesce a parlare del tempo presente facendosi promemoria di una condizione esistenziale comunitaria. Luca Cerizza dice dell’iniziativa: “L’invito si rivolgeva ad artisti diversi per generazione, pratiche e provenienza geografica, accomunati dall’attenzione ed esperienza verso l'arte pubblica. È stato molto piacevole constatare non solo che tutti gli artisti invitati abbiano aderito all'invito, ma che ci abbiano sottoposto una serie di risposte stimolanti rispetto alle condizioni di partenza del concorso. Le dieci proposte si confrontavano in modi diversi e inaspettati al contesto in cui andavano a lavorare: alla storia di Genova, al suo paesaggio naturale, alla sua situazione socio-economica, alla storia dell’Ansaldo e di quell’insegna. L’opera di Lia Cecchin ha conquistato la larga maggioranza della giuria per la sua forza comunicativa e per la ricchezza di implicazioni simboliche che il prelievo e la ricontestualizzazione di quella frase riescono a creare. Concepita prima della diffusione del Covid-19, l’opera può acquisire ora ulteriori nuovi significati: oltre a essere un tributo alla creatività anonima di chi ha ideato quella scritta, alla forza comunicativa della “strada”, suggerisce una presa di coscienza di tempi socialmente ed economicamente complessi, diventando un invito alla speranza.”

Hanno partecipato alla call su invito: Francesco Arena (Torre Santa Susanna, Brindisi, 1978), Massimo Bartolini (Cecina, 1962), Luca Vitone (Genova, 1964), Lia Cecchin (Feltre, Belluno, 1987), Danilo Correale (Napoli, 1982), Gaia De Megni (Portofino, 1993), Francesco Jodice (Napoli, 1967), Margherita Moscardini (Donoratico, Livorno, 1981) Riccardo Previdi (Milano, 1974) e Patrick Tuttofuoco (Milano, 1974). Fondamenta 1 è la prima tappa di una visione a lungo termine per la rigenerazione urbana della città di Genova attraverso l’arte pubblica contemporanea.

La volontà è quella di recuperare altre “Fondamenta” e collocarle in città senza escludere zone periferiche e degradate, con l’obiettivo di dimostrare che l’arte contemporanea può essere uno strumento per la riqualificazione di luoghi o oggetti dimenticati e per la creazione di nuove sinergie.

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